La maestra ricoverata per meningite all’ospedale Cotugno di Napoli “è in condizioni stabili nella sua criticità”. E’ quanto fa sapere l’azienda Ospedaliera dei Colli in merito allo stato di salute dell’insegnate arrivata domenica, 9 febbraio, in condizioni gravi. Alla donna è stata diagnosticata una meningite batterica da haemophilus di tipo B. E’ ricoverata in reparto e non in rianimazione, respira autonomamente ma la prognosi resta riservata e le sue condizioni sono costantemente monitorate dai medici.

SCUOLA VUOTA E FARMACIE PRESE D’ASSALTO – Questa mattina, martedì 11 febbraio, le aule della scuola dell’Infanzia e Primaria Piscicelli erano deserte. Pochissimi i bambini che sono stati accompagnati a scuola. Le farmacie del Vomero, invece, sono state prese d’assalto per l’antibiotico da utilizzare per la profilassi. In tante sono state costrette ad ordinarlo nel pomeriggio di ieri ed è arrivato in mattinata.

LA BONIFICA – Intanto nella scuola sono state attivate tutte le procedure di sicurezza così come predisposto dal Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Napoli 1 Centro. L’operazione di sanificazione e di adeguata aerazione degli ambienti frequentati dalla docente – così come comunica in una nota la dirigente scolastica Gabriella Talamo – è stata eseguita nelle scorse ore. “L’intervento è stato già eseguito e pertanto, al fine della piena idoneità degli ambienti scolastici, si procederà con il potenziamento dell’aerazione naturale e al lavaggio dei locali e degli arredi”. Circostanza questa che ha visto la scuola spostale le “attività didattiche” del 12 febbraio “a partire dalle ore 9, dunque posticipando l’entrata di un’ora”.

L’ALLARMISMO – La notizia delle gravi condizioni di salute della maestra si era diffusa nella mattinata di ieri, lunedì 10 febbraio, creando notevole preoccupazione tra i genitori dei piccoli alunni dell’asilo e delle elementari. Numerose infatti le classi dove insegnata la docente. Circostanza che ha fatto scattare un comprensibile allarmismo anche dopo la comunicazione diffusa dal Dipartimento di Prevenzione che invitava alla chemioprofilassi mediante rifampicina (dose di 20 mg/kg al giorno per 4 giorni) di tutti i contatti stretti e dei conviventi qualora siano presenti uno o più individui vulnerabili (bambini con età inferiore ai 10 anni, soggetti immunosoppressi o asplenici). Inoltre – proseguiva la nota – “in ambienti scolastici è raccomandata la profilassi di tutti i contatti di stanza e la vaccinazione di tutti i bambini con età inferiore a 10 anni, compresa la dose booster”.