Ezio Bosso non lascia in eredità all’umanità intera solo la sua musica ma anche una vera e propria filosofia di vita che non ha smesso di emozionare fino all’ultimo. È stato un vero lottatore, non solo contro la sua malattia, ma anche contro le difficoltà di riuscire a suonare, a muovere gli arti nonostante la patologia gli assottigliasse sempre di più gli arti. E lotta anche contro le malelingue che gli attribuivano successo solo per essere il personaggio che era diventato. Ma lui a queste rispondeva con ironia e con il suo modo sempre delicato di raccontare qualsiasi cosa, con gli occhioni pieni di emozioni e i gesti di chi ama la musica.

L’ultima volta che Ezio Bosso ha suonato in Campania è stato in occasione di “Estate da Re. La Grande Musica alla Reggia di Caserta”, iniziativa estiva finanziata dalla Regione Campania e organizzata e promossa dalla Scabec, la società inhouse della Regione. Era la fine di Agosto 2019 e il maestro diresse l’Orchestra Filarmonica del Teatro Giuseppe Verdi di Salerno, nel parco allestito nel meraviglioso emiciclo sotto le stelle dell’Aperia, situato nella parte alta del parco reale della Reggia di Caserta, incastonato nel Giardino Inglese e restaurato anno dopo anno proprio grazie al festival. La sua esibizione fu una emozione enorme, cavalcando le note di Bolero di Ravel, Sinfonia di Dvoràk e le Danze Ungheresi di Johannes Brahms.

“La musica ci serve a questo – disse Bosso in conferenza stampa con pantalone di pelle, chiodo e borchie – portarci a quell’ascolto neutro, dolce e gentile. Per questo motivo ho deciso di iniziare questa campagna di atti di gentilezza militante. Mettiamoci tutti, un sorriso al giorno, una mano tenuta a chi ne ha bisogno. Perchè la musica è così, è fatta di atti di gentilezza”.