Nel pomeriggio di oggi il Presidente della Regione De Luca ha fatto un video postato sui suoi canali social nel quale, molto nettamente, informa i cittadini campani e gli ammonisce di fatto dall’adottare alcuni comportamenti in questi giorni di emergenza. Il video messaggio del Governatore è arrivato già a 1 milione in poche ore, di visualizzazioni numeri record per un social di un Politico italiano. Fra le altre cose De Luca annuncia che “abbiamo comunicato ai Prefetti della Campania che in molte realtà, nelle ore serali e notturne, vi sono esercizi pubblici, bar e pub, nei quali non si rispettano le misure di prevenzione e di sicurezza previste come la distanza tra le persone con pericolo di contagio. Abbiamo sollecitato le forze di polizia ad attivarsi per procedere alla chiusura di questi esercizi in caso di assembramento di persone”.

Ma perché De Luca ha sentito il bisogno di esprimersi pubblicamente e duramente dopo l’ordinanza, molto chiara a dire il vero, firmata da lui ieri sera?

“Il Riformista” è in grado di fornire una ricostruzione: da stamattina di chat in chat, si sono diffuse foto e video di locali e baretti vari che incuranti della delibera regionale e nazionale continuavano a favorire l’assembramento di persone in spazi piccolissimi. In più alcuni gestori di strutture ricettive, in particolari quelli della zona collinare della città, hanno assunto una sorta di atteggiamento di “sfida” che evidentemente non è stato ben gradito.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, però, è stato il cartello “qui si muore da eroi” improvvidamente esposto da un piccolo locale del centro storico.

Troppo per il Governatore che ha scelto di intervenire duramente. Citando peraltro un evento in un famoso locale di Napoli avvenuto però quando non era scattata l’emergenza vera e propria: il 21 Febbraio.

Tutti i partecipanti a quel party sono decisamente preoccupati perché, a quanto sostiene De Luca, uno dei primi contagiati era lì quella sera e oggi è ricoverato in gravi condizioni (addirittura intubato secondo quanto riferito dal Presidente) all‘Ospedale Cotugno. In mezzo a centinaia di persone.