Da un lato l’apertura di una nuova libreria, con spazi di coworking e un hub di fabbricazione digitale, dall’altro la notizia, pochi giorni dopo, che un’altra libreria, poco distante, è stata vittima di un atto intimidatorio.  Sono le due facce di Napoli, una città che mentre plaude alle iniziative che incoraggiano chi ha ancora la voglia di investire in cultura, dall’altro deve fare i conti con chi, invece, la vorrebbe vedere affondare in un baratro di marginalità e illegalità.

«Ci dispiace moltissimo per quello che è successo ai ragazzi di A&M Bookstore e da parte nostra esprimiamo tutta la solidarietà possibile». A parlare è Francesco Wurzburger che, insieme ad Alessandro Di Rienzo ha ideato e fondato il progetto The Spark, l’hub creativo inaugurato lo scorso 27 febbraio. «Aprire una libreria – spiega Wurzburger – è un atto di coraggio: è un mestiere che non ti arricchisce ma che scegli.

Conosco il progetto di A&M, sono entrato tante volte in quella libreria anche se non conosco personalmente i proprietari. Ma ho stimato il loro coraggio e la loro lungimiranza. Creare una realtà del genere a via Duomo presume una prospettiva, significa investire in una strada che sarà presto rivalutata. Sono certa che quei ragazzi hanno avuto uno sguardo lungimirante e vedersi ripagare così è triste. Spero davvero che sia tratti di uno stupido atto vandalico e non di altro». Al di là del principio di concorrenza, The Spark sarà a fianco dei loro colleghi e plaude all’iniziativa lanciata dall’assessore Clemente. «Anche noi – conclude il gestore dell’hub – inviteremo tutti a comprare un libro da loro».