Doveva durare un’ora. E invece si è spinto fino a un’ora e quaranta minuti. L’incontro tra il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano e una rappresentanza del movimento delle Sardine si è prolungato più del previsto e ha lasciato un entusiasmo evidente nella voce di Michele Esposito. Chef, sorrentino, portavoce campano del movimento. Insieme con lui, ospiti del ministro, c’erano altri portavoce del Sud e Mattia Santori, leader nazionale. «Le Sardine – ha scritto sui social il ministro – nel mare aperto e bellissimo delle piazze italiane di questi mesi, ci hanno mostrato che un’altra Italia non solo è possibile ma esiste già». Santori, anche contestato dopo l’incontro, ha proposto «una sorta di Erasmus tra regioni del sud e del nord» e poi di «portare a Taranto l’Unione europea per spiegare cos’è il Green New Deal». Sicuramente, il leader nazionale, comincerà con il dare una mano alle Sardine napoletane e a Michele Esposito per la manifestazione a Piazza Dante del 18 febbraio e il congresso di marzo a Scampia.

Da referente campano, quali problematiche ha posto al ministro?
«Sono stati toccati vari argomenti. Personalmente ho sottolineato quello dell’abbandono scolastico, avendo anche incontrato e conosciuto diversi maestri di strada a Napoli. È inammissibile che le percentuali di abbandono, in certi quartieri, siano così alte».

Si è parlato di regionalismo differenziato, di meridionalismo e del nuovo corso economico del Pd?
«Si è parlato di Sud. Del fatto che il Mezzogiorno si deve scrollare di dosso quest’etichetta di zavorra del Paese. Di come dare slancio alle eccellenze del territorio».

Quali proposte sono venute fuori?
«Provenzano presenterà il Piano per il Sud e partirà per un viaggio nell’Italia interna con il poeta e paesologo Franco Arminio. È il nostro stesso approccio quello di andare nei posti, incontrare la gente, capire. Infatti stiamo continuando a riempire le piazze. Prossimamente saremo a Taranto per l’Ilva e una settimana fa eravamo a Scampia».

A Scampia però eravate in pochi.
«Sicuramente ci aspettavamo qualche persona in più ma non è stato un fallimento, è servito a costruire delle sinergie. Era stato lanciato un messaggio sbagliato e la gente del posto ha male interpretato. Noi non andiamo, come i politici, a fare le passerelle per i voti. Vogliamo quanto più è possibile creare un legame con i territori e mettere in risalto le energie positive. C’è stato un misunderstanding con realtà che lì operano da anni. Il Congresso invece sarà un appuntamento chiuso».

Non credete di essere in contraddizione contestando sempre la Lega e mai la sinistra che governa in città, e a Scampia, da anni?
«Più che una contraddizione è una forma di prevenzione. È la stessa situazione che c’è con il governo. D’altronde in Emilia tutto è cominciato per evitare che Salvini vincesse le regionali».

Per lo stesso motivo appoggiate Ruotolo?
«La sua candidatura si rifà ai nostri valori. Si è proclamato una Sardinona. Non ha fatto politica nei partiti ma sul territorio, come stiamo facendo noi, nel quotidiano e nelle relazioni con la gente. Non vedo perché non dovremmo supportarlo».

Come vi state preparando per martedì 18 febbraio?
«Il movimento è in continua evoluzione. Siamo in contatto con le vertenze di Napoli e della provincia, come gli operai della Whirlpool. Il tempo è poco ma faremo del nostro meglio».

Vi farà gioco Salvini, che contemporaneamente sarà al Teatro Augusteo.
«Non so se ci farà gioco. Saremo lontani un paio di chilometri. Sicuramente l’obiettivo è quello di portare in piazza una persona in più di lui».