Terzo e ultimo fattore: troppi reati. Il diritto penale deve servire a tutelare gli interessi più rilevanti, nel modo più rilevante, cioè infliggendo una pena personale. Ma, con un’endemica scarsità di risorse, funziona se i reati non sono una miriade farraginosa. Invece, noi assistiamo da tempo, in un clima di moralismo ridicolo se non fosse feroce, al cosiddetto panpenalismo, alla favola nera, cioè, che vorrebbe estendere sempre di più l’area della rilevanza penale. Come se servisse a qualcosa… ma in effetti a una cosa serve: ad avviare indagini, da usare mediaticamente per infangare, con finalità diverse, le reputazioni delle persone volta a volta più scomode. Nulla a che vedere con una giustizia giusta e una pena effettiva, proporzionata, capace di svolgere le funzioni che il diritto penale dello Stato di diritto attribuisce alla pena.

Il procedimento penale è uno dei cancri dell’Italia. Ma, a Napoli, per le caratteristiche socio-politiche e economiche della città e della sua provincia, e per le dimensioni del fenomeno camorristico, un procedimento penale inefficiente è un’ipoteca a tempo indeterminato sul presente e sul futuro. È dolorosa la percezione della sua inestinguibilità. Tuttavia, le riforme serie servono a mutare, innanzitutto, le percezioni di scacco e di frustrazione. E a ottimizzare le tante risorse positive che lo Stato ha a disposizione nella magistratura, nella polizia, nel personale amministrativo. Dobbiamo pretendere un procedimento penale efficiente, per il bene comune e a tutela del singolo. Non con le scappatoie di aggiustamenti a una norma o a un istituto, ma con visioni di ampio respiro.

Nel bellissimo cartone animano Ratatouille, il critico culinario Ego pretende, nel ristorante dove lo chef è un topo, che gli sia data, come portata unica, “Prospettiva”. Noi, con Monsieur Ego, e con lo stesso piglio autoritario, dobbiamo finirla di piangere o gridare su ciò che non funziona. Dobbiamo pretendere che ci sia servita a tavola un’unica portata: una “Visione” compiuta di riforma del processo penale. Per l’Italia. Per il Sud. Per le martoriate province di Napoli e Caserta.