Tariffa zero, cioè trasporto pubblico gratuito per tutti, come in Lussemburgo, per ridurre inquinamento, traffico, incidenti e stress? Antonio Lamorte, su “Il Riformista Napoli” del 3 marzo, si chiede quanto sia possibile immaginare, anche in Italia, quanto recentemente applicato nell’intera rete di trasporto pubblico del piccolo granducato lussemburghese, assillato da traffico e ingorghi. La misura riguarderà tutti gli abitanti (600mila in tutto) oltre che i turisti (almeno un milione all’anno) e i numerosi pendolari con i paesi confinanti. Di certo anche da noi l’obiettivo di ridurre fortemente il trasporto con auto privata è irrinunciabile. Secondo il report annuale di Legambiente “Mal’aria”, l’inquinamento atmosferico, di cui il traffico è tra le principali cause, in Italia ha condotto nel solo 2019 a 60mila morti. Ancora, 26 città italiane sono oltre la soglia massima di emergenza smog e il danno economico stimato per costi sanitari (malattie, cure, visite, giorni di lavoro persi e così via) oscilla tra i 47 e i 142 miliardi di euro all’anno. Come invertire il progressivo e ulteriore peggioramento dello squilibrio tra trasporto privato e trasporto pubblico (38 milioni di autovetture in circolazione in Italia a fronte di meno di 100mila bus; 65,3% di spostamenti con auto contro il 6,6 con bus e treni)? Solo a Napoli, nel 2018, secondo l’Agenzia europea dell’ambiente abbiamo trascorso a testa mediamente 186 ore a respirare smog imbottigliati nel traffico: più di una settimana consecutiva.

E in Campania l’uso dei treni perde drammaticamente passeggeri: dal 2011 al 2018 i 467mila pendolari si sono ridotti a 263mila. Il 43,7% è ritornato a usare le proprie auto, secondo il report Pendolaria 2019. Eppure si stima che nei prossimi dieci anni la necessità di possedere un mezzo di trasporto privato si affievolirà a vantaggio di servizi on-demand e in abbonamento. Come catturare utenti per un trasporto pubblico? Ovviamente occorrerà innanzitutto una forte ripresa di investimenti ed efficienza, quindi più fiducia degli utenti a lasciare l’auto. Ma sul fronte dei costi che si può fare? Quali misure già esistono e possono essere meglio applicate prima di ogni complessa valutazione sulla gratuità addirittura totale? Detrazioni dei costi di abbonamenti bus e treni? Abbonamenti gratuiti e/o agevolati esclusivamente per fasce di cittadini (studenti, anziani, forze dell’ordine)? “Buoni trasporto” ai dipendenti? Integrazioni tariffarie a vantaggio dell’uso degli utenti? “Bus gratis” a chi è in regola con il pagamento delle tasse comunali (proposta che ha fatto capolino qualche mese fa a Palermo)? Che succede a Napoli e in Campania? Quale sistema di tariffazione esiste e come si pensa debba evolversi nel prossimo decennio, in considerazione anche delle prossime aggiudicazioni dei lotti di gara banditi in Regione per l’affidamento del trasporto pubblico locale (tpl) su gomma? Si badi che le gare sono “net cost”, cioè con attribuzione all’affidatario vincitore del servizio, oltre che del rischio industriale, anche del “rischio commerciale” e cioè del conseguimento dei ricavi della vendita dei titoli di viaggio. Chiediamo dati e risposte ad un addetto ai lavori: Gaetano Ratto, presidente e direttore del Consorzio UnicoCampania che si occupa della gestione della tariffazione per il trasporto pubblico locale in Campania, con integrazione tariffaria nell’intera Regione, e che riunisce 17 aziende di tpl che rappresentano il 100% dell’offerta regionale su ferro e l’85% di quella su gomma.

Presidente, il trasporto pubblico gratuito può essere valutato ed eventualmente applicato anche in territori più vasti e complessi rispetto al Lussemburgo?
“Per quanto riguarda l’esperienza lussemburghese, nei prossimi mesi sarà possibile valutare gli esiti di questa sperimentazione. Ovviamente va considerato che si tratta di un territorio di dimensioni assai ridotte e di un numero di utenti nemmeno paragonabile a quello del tpl campano. Il funzionamento del nostro sistema di trasporto pubblico è basato, comunque, anche sugli introiti da tariffa in quanto le aziende hanno necessità di incamerare un corrispettivo per il servizio messo a disposizione. I ricavi da tariffa sono una componente essenziale per dare continuità all’impresa e sono indispensabili anche per sostenere lo sviluppo tecnologico che è il vero obiettivo da raggiungere, per il nostro sistema di trasporto pubblico: mettere a disposizione dell’utenza un servizio di tpl più efficiente, vantaggioso e di facile accesso è il fine per cui, assieme alla Regione Campania, stiamo lavorando. Non dimentichiamo, inoltre, che nella nostra regione esiste un’ampia fascia di utenti che, già oggi, viaggia gratuitamente sui mezzi del trasporto pubblico. Mi riferisco all’eccellente iniziativa degli abbonamenti gratuiti per gli studenti: quest’anno sono circa 130mila i giovani che hanno beneficiato di questa agevolazione del cui onere – non certamente esiguo – si è fatta interamente carico la Regione Campania. Così come altre agevolazioni sono previste per le categorie protette e per le forze dell’ordine. Insomma, la gratuità esiste già anche da noi, anche se solo per alcune categorie di utenti”.

Ci può illustrare le attività del Consorzio e le innovazioni che sta implementando per il rafforzamento del trasporto pubblico, come il “contactless”, sistema integrato di pagamento digitale? E che benefici comporterà al sistema?
“Stiamo lavorando all’implementazione e all’ampliamento della tecnologia contactless nel mondo del trasporto pubblico. L’obiettivo è consentire all’utente l’accesso ai mezzi di trasporto in maniera facile e veloce, semplicemente avvicinando il proprio telefonino o la carta di credito a un terminale di pagamento. Una vera e propria rivoluzione che, a regime, consentirà a cittadini e turisti di pagare il biglietto della rete metropolitana, ferroviaria, funicolare e degli autobus con carte dotate di tecnologia NFC, anche virtualizzate su smartphone. Le avanzate funzionalità, a supporto dello sviluppo della Smart Mobility, permetteranno la gestione, l’autorizzazione, la contabilizzazione e la rendicontazione delle transazioni di pagamento e, al tempo stesso, consentiranno all’utente di beneficiare della miglior tariffa disponibile in base al numero di viaggi effettuati.

È stata recentemente riavviata la procedura regionale di competizione europea per l’affidamento decennale in concessione dei quattro lotti di servizi minimi di tpl su gomma. Sono state invitate le società ammesse all’esito della prima fase di gara a presentare offerta entro fine maggio. Come saranno attribuiti e ripartiti i ricavi da traffico, tenendo conto del sistema integrato vigente?
“L’integrazione tariffaria è un principio cardine del tpl campano. A prescindere, quindi, da quello che sarà il numero delle aziende vincitrici della gara, siamo certi che la Campania non farà passi indietro su questo punto, difendendo quella che è stata una delle prime e più complesse esperienze, in Italia e in Europa, di integrazione tariffaria nel mondo del trasporto pubblico”.