Un tema rovente, titolato Napoli, Firenze e Barcellona a confronto – Strategie di sviluppo turistico, è stato sviluppato nel pomeriggio dello scorso 12 febbraio presso la sede dell’Unione Industriali a piazza dei Martiri, proposto dalla Associazione VIVOANAPOLI, dando luogo a un dibattito costruttivo e interessante. Istituzioni e società civile si sono confrontate anche sui modelli di vivibilità possibili nelle città storicamente interessate a flussi turistici, come Firenze o Barcellona, quindi Napoli. Il numero dei turisti che affollano i centri storici è in aumento e porta a cercare soluzioni da condividere, pur con le evidenti differenze di gestione politico-amministrativa. Al tavolo dei relatori, impegnati in vario modo nella città partenopea a sostenere compiti di accoglienza come di divulgazione della bellezza e storia urbana, l’intervento accorato di Francesca Amirante, di A.A.A. Accogliere Ad Arte, mette in luce che senza risolvere i problemi di vivibilità della città è difficile migliorare l’offerta e indirizzare la richiesta, per raggiungere un esito meno confuso di soddisfazione reciproca.

Quale accoglienza se Napoli è diventata un albergo diffuso, più (o meno?) controllato riguardo le varie offerte di Casa Vacanze o B&B, moltiplicate a macchia d’olio con serie perdite di introito del sistema alberghiero, sistema che sostiene maggiori tassazioni, a beneficio delle casse cittadine, e offre lavoro dipendente. Quale accoglienza garantire se la città ha difficoltà nel trasporto urbano, se la rimozione dei rifiuti entra in fibrillazione per il moltiplicarsi di fast food, pizzetterie, friggitorie che intridono l’aria di odori non sempre apprezzabili e lasciano in terra vari residui anche organici. Tutte attività sorte senza programmazione di destinazione dei luoghi, che sostituiscono librerie storiche o negozi di abbigliamento di marchi napoletani. Ma in questo ineluttabile processo di globalizzazione, cosa avviene in altre città?

Per il sindaco di Barcellona, l’assessore Francesco Xavier Marcé ha chiarito che la città catalana ha trasformato la vivibilità urbana, riorganizzandone perennemente le formule: per i turisti, ospitalità e trasporti; per i cittadini, impegnandoli nella legalità di normative sempre più adeguate, calmierando le licenze dei B&B e affini e restringendo nel centro cittadino l’apertura di nuovi fast food, perché la città deve innanzi tutto rispondere ai cittadini. A Barcellona nulla si può costruire o mutare nel centro, «Il turista lo integro come cittadino – ha detto Xavier Marcé – a Barcellona, in un anno, dormono 30 milioni di visitatori e sette milioni sulla costa catalana, miglioriamo quindi i trasporti. Di preferenza ben vengano i Congressi Nazionali e Internazionali, ma questa opportunità non è una ricaduta casuale».

A Firenze? «È da tempo – ha detto il sindaco Dario Nardella – che nella nostra città si restringono le licenze in centro a esercenti di ristorazione, per favorire la riapertura di attività legate alla tradizione e all’artigianato. Perché turisti e cittadini hanno gli stessi diritti». Il primo cittadino ha continuato aggiungendo che bisogna vedere il turista come cittadino e portarlo nella vita della città, migliorando per tutti i trasporti, i servizi, la sostenibilità ambientale e di conseguenza la tutela dei Beni Culturali, che sono il nostro grande e inestimabile patrimonio.  Il Turismo dunque visto come opportunità per una economia positiva, una opportunità politica di governance che deve dare regole, senza distinzione tra turismo local o global, perché si deve scommettere sul locale per il global.

L’Italia non ha una strategia di sistema, tuttavia bisogna proporre il Turismo come Sistema Paese, perché il Turismo non si improvvisa. Firenze ha un flusso più o meno costante di turisti più alto di altre città, e l’introito dell’imposta di soggiorno viene vincolata al decoro, trasporti e altri servizi. Il Vincolo di spesa, afferma il sindaco, deve essere effettivo, e serve a stabilire accordi con gli operatori del settore, condividendone risorse. Dal 2014 vige il Regolamento di stop a nuovi fast food come powerpoint, e con ordinanza del 2018 si stabilisce la chiusura di supermercati in centro dalle 22, perché sono lì facilmente acquistabili gli alcolici. Tutti sistemi per migliorare la vivibilità e la dignità della città.