L’Ordinanza regionale campana, n.39 del 25/04/2020, aveva già definito, per buona parte, le operatività che si potevano compiere nei cantieri e ancor più in quelli della nautica, con le stesse azioni estese sul territorio nazionale, sino al 4 maggio, ma Afina (Associazione Filiera Italiana della Nautica) ha lavorato per definire in maniera chiara ogni operatività possibile in favore dei suoi associati per garantire così la ripresa dell’intero comparto.

L’azione di Afina, che aveva denotato l’interessamento del ministro Manfredi e della deputata Rostan ma anche quella del presidente dell’ente camerale di Napoli Fiola, nonché della Prefettura attraverso le istanze dell’avvocato Marcello Lala, è servita a sciogliere dubbi e ottimizzare le interpretazioni necessarie. La risposta infatti, come sempre veloce ed incisiva del governo locale, non è tardata a giungere. La nota di ieri della Regione Campania ha così dissipato ogni dubbio: “(…) Si ribadisce per quanto riguarda la nautica, che sono consentite le attività di manutenzione e rimessaggio e anche la consegna delle imbarcazioni”.

Gennaro Amato ha subito inviato, attraverso Nicola Marrazzo (presidente Commissione attività produttive regionali) una nota di congratulazioni al presidente De Luca, per la celerità e l’efficacia della macchina istituzionale, ma allo stesso tempo ha chiesto grande attenzione per il comparto e alla necessità di considerare le naturali modalità di distanza per chi va in mare in barca, in vista delle prossime azioni della fase 2.

A “Il Riformista” Gennaro Amato, Presidente di Afina, ha affidato alcune considerazioni sulla Fase 2:”Stiamo perdendo il 40% del fatturato. la nostra attività annuale ha nel periodo primaverile/estivo il fulcro del mercato, perciò perdere questi mesi da marzo a maggio ci ha impedito di completare le commesse ricevute da settembre scorso ed in consegna in questo periodo. Ovviamente alcuni ordini potrebbero arrivare in mare troppo tardi con conseguenziale rinuncia del compratore o con pagamenti dilazionati in avanti che non ci consentono di coprire costi e tempi impiegati nella costruzione e nell’ investimento effettuato per i materiali degli ultimi sei mesi.

Certo l’apertura dei cantieri e la possibilità di riprendere l’attivà, concessa con solerzia ed intelligenza da parte del Governatore De Luca, ci ha aiutato. Ma la nautica non è solo la produzione di una barca, è l’intera filiera nella quale la parte finale dei compratori e degli armatori è l’anello forte. Finire le barche, portarle ai marina e consentire ai porti di riprendere attività di manutenzione e rimessaggio degli ormeggi è solo un primo passo se poi non si consente ai diportisti ed agli armatori di uscire per mare allora l’azione iniziale non produce la ripresa economica del settore. Immagini di comprare un’auto, quindi investire soldi, ma non poter andare alla pompa di benzina. Ecco ora la nautica è così ora ! Poi però voglio fare una considerazione: se io posso uscire oggi in auto perchè non posso con le stesse regole di accortezza uscire in barca? Forse perchè con la mia auto di proprietà aiuto la PA a non affollare i mezzi pubblici, mentre con la barca soddisfo mie necessità senza quelle della PA?”.

Sul futuro del settore nautico, Amato ha le idee chiare:”una volta ripresa l’intera filiera comunque ci porteremo dietro un deficit, come per molti altri settori, che investirà anche sulla stagione produttiva del prossimo anno. Comunque, come sempre, l’imprenditoria del settore, che produce ricchezza sul territorio anche grazie al diportismo nautico che rappresenta una fetta importante visto il valore di investimento del turista da diporto, saprà rialzarsi. Noi di Afina e PNI abbiamo in programma fiere ed esposizioni, come il prossimo salone di Bologna (17/25 ottobre) o Navigare a Napoli (4/13 novembre) e non ultimo il Nauticsud a Napoli a febbraio 2021, che aiuteranno la ripresa e la promozione del settore”.