Gentile Direttore,
stamane ho letto il suo editoriale sull’incapacità di gestione che caratterizza gli amministratori, i dirigenti, i funzionari di questa cittá. Lei ha descritto una situazione vergognosa (perché tale è) partendo dalla metropolitana più bella e, forse, più inefficiente d’Europa. Non crede che il problema si possa definire della bidimensionalitá? Sì, perché nella nostra città manca la profondità della visione, manca cioè la terza dimensione che fa di una cartolina un plastico, di una strada una storia, di un monumento una terapia. E manca in chi ci governa come manca in noi cittadini. E tutto rimane in superficie, ogni azione pensata o vissuta non scalfisce che l’epidermide. La metropolitana è bellissima, come lei ha ribadito. Chi può dire il contrario? Ma la bellezza non basta, deve poter contenere efficienza e non solo perché è giusto pretenderla da un mezzo di trasporto, ma soprattutto perché la bellezza non può essere

ammirata da chi fruisce stancamente e nervosamente di un
trasporto inefficace. Dunque persino la bellezza potrebbe divenire inutile, opaca, invisibile. Bidimensionale. Ma la colpa è anche nostra, perché non ci aspettiamo cambiamenti, ci accontentiamo delle briciole, ci mortifichiamo distruggendo in maniera autolesionistica ciò che abbiamo e non difendiamo ciò che ci appartiene. Qualcuno si è incatenato agli alberi di Posillipo per non permettere quello scempio? Spero tanto che il suo giornale possa risvegliare le coscienze (come si usava dire un tempo), perché i cittadini diventino i guardiani del Tempio e i castigatori dei mercanti.