La Corte dei Conti europea, nel suo ultimo report dal titolo “Mobilità urbana sostenibile nell’UE”, boccia Napoli sul tema trasporti. In pratica, dal Lussemburgo hanno voluto capire come, e in che percentuale, i finanziamenti europei in tema di trasporti hanno impattato sulla qualità del servizio nelle diverse città. A Napoli, stando alle rilevazioni, il salto di qualità non c’è stato, anzi. Per fare un esempio, nel capitolo dedicato alla copertura dei trasporti pubblici nel centro urbano, il capoluogo campano conquista un insufficiente 53,5% contro il 100% di Varsavia, il 99,9% di Madrid, Amburgo e Lipsia e il 95,6% della media delle città esaminate. Ma non è tutto. Tra le osservazioni emerse, la Corte ha rilevato che, anche se i costi e la convenienza costituiscono comunque dei fattori considerati, in genere è più efficiente in termini di tempo utilizzare un veicolo privato rispetto ai trasporti pubblici.

E mostrano come, dalle diverse zone della città, ci voglia più tempo per raggiungere la stazione centrale di Napoli con i mezzi pubblici che con l’auto privata. Una rilevazione che ha senso, e lo ha, se si considerano distanze ampie come quelle che intercorrono, ad esempio tra Fuorigrotta e Ponticelli, tra l’Arenella e San Giovanni. Ma cosa succede invece per chi vuole muoversi restando in centro?

La risposta è una e ciascuno può trovarla alla fine delle proprie gambe. Più dei mezzi pubblici o dell’auto, per muoversi in centro conviene andare a piedi nel dedalo di Ztl, sensi vietati e cantieri che sbarrano le strade. Un esempio? Una persona, magari non più giovanissima e non in grado di affrontare una passeggiata in salita di un chilometro e mezzo, che deve raggiungere l’inizio di via Duomo da piazza Nicola Amore, non avrebbe altra soluzione davanti a sé. L’alternativa in auto, come mostra Google Maps, prevede un ampio giro di 4 km che passa per la rotonda di corso Arnaldo Lucci, arriva a via Arenaccia, e, senza passare dal via, attraversa prima via Cesare Rosaroll e poi arriva a via Donna Regina e da qui fino a via Duomo.

Ed è il percorso più breve. Ma non è l’unico caso. Ora arrivano i paradossi. Chi volesse raggiungere la palestra in vico Pallonetto a Santa Chiara ha davanti a sé le due solite alternative: o scalare il centro storico a piedi o affrontare, o pagare la multa per aver violato il varco della Ztl di via Mezzocannone. Infatti, a meno di cedere alla tentazione di qualche controsenso tra i violetti di via Banchi Nuovi, non c’è altra soluzione. Ma tutto questo, per fortuna, i giudici della Corte europea non l’hanno visto.