Il dramma che il nostro Paese sta vivendo è purtroppo accompagnato dal crollo di molte attività economiche. L’industria del Turismo è sicuramente non solo tra quelle più colpite ma, soprattutto, quella che subirà le maggiori conseguenze sia nel breve che nel medio termine perchè, essendo legata alle scelte anche emotive delle persone avrà tempi molto lunghi per la ripresa”. Così in una lettera a Il Riformista Costanzo Jannotti Pecci past President di Federturismo Confindustria.

“Il Decreto Legge approvato qualche giorno fa dal Governo- continua Jannotti Pecci- riconosce al settore una sua specificità. E’ solo un primo e limitato passo. Occorrono ora misure strutturali e ad “hoc”, non “diluite” in un provvedimento “omnibus” come quello varato recentemente. Cosa occorrerebbe fare? Solo qualche proposta:

Fiscalizzare per almeno un anno gli oneri sociali per presentarsi sul mercato con offerte altamente competitive, naturalmente con dei paletti per evitare furbizie, riservate, ad esempio, alle aziende che mantengono determinati livelli occupazionali o garantendo “politiche attive” che favoriscano il reinserimento lavorativo di chi resta fuori dal mercato del lavoro.

-Abolire, per almeno un biennio, l’IMU sugli edifici strumentali che, per il loro elevato valore immobiliare pagano cifre esorbitanti drenando liquidità alla gestione aziendale;

-Rivedere i costi della TARI, premiando le aziende che favoriscano l’economia circolare con opportuni processi di smaltimento;

-Rendere pluriennale (5 anni?) estendendolo anche ad altre categorie catastali relative ad immobili comunque strumentali per il Turismo, il credito d’imposta sui corrispettivi degli affitti;

-Rimodulare i mutui in essere portandoli a trentennali;

-Una grande iniziativa del tipo “pubblicità progresso” che inviti gli Italiani a viaggiare e fare le loro vacanze in Italia, sapendo che per un tempo non breve non potremo contare sulla domanda generata dai turisti stranieri.

Queste proposte, spiega a il “Riformista” l’imprenditore e Patron tra l’altro di “Palazzo Caracciolo” e del neonato “Britannique”, non hanno la pretesa di essere esaustive ma possono dare un buon contributo. Resta però l’esigenza di fondo di dotarsi di una politica industriale per il settore, magari con la nomina di un Vice Ministro al Turismo presso il MISE, in attesa che si realizzino le necessarie modifiche costituzionali che consentano, anche all’Italia, di avere un ministro con la “M” maiuscola per un settore così importante e strategico.

La devastante crisi determinata dal Coronavirus riporta tutti i Paesi ai nastri di partenza, per cui solo quelli che saranno in grado di trasformare la crisi in opportunità, torneranno ad essere player mondiali del turismo.