Una premessa: sono stato per anni compagno di stanza, in Rai a Napoli, di Sandro Ruotolo. Lo conosco dai tempi del Manifesto. Ho seguito e vissuto la sua formazione politica e professionale; ho discusso, mi sono confrontato con lui quotidianamente. Ho condiviso alcune sue scelte, altre le ho contestate, anche duramente. Non siamo stati d’accordo sempre e comunque. Un rapporto dialettico come si fa tra amici e colleghi. Una cosa, però, posso affermare con certezza: Sandro non ha mai detto si a prescindere, o per convenienza. Ha sempre esaminato, ragionato su fatti e situazioni e poi ha scelto. Così quando accettò la candidatura alla Regione Lazio per la lista “Ingroia” (che criticai con fermezza) sia, ne sono certo, quando si è imbarcato in questa nuova avventura napoletana. Non ha mai attenuato il suo rapporto con la città anche quando, per necessità professionali, ha dovuto trasferirsi a Roma.

Ecco perché sono sorpreso, molto sorpreso, dai tanti distinguo scaturiti dalla sua opportuna candidatura al Senato. Da mesi si sapeva che si sarebbero svolte le “suppletive”; ebbene nessuno ha fiatato, proposto, preso qualche iniziativa culturale e politica per avanzare un dibattito, un confronto. La società civile, gli intellettuale (di destra, di sinistra,dei 5 stelle) hanno lasciato, come è d’altra parte consuetudine, che fossero i partiti e i movimenti a decidere. E si sa ogni decisione scontenta: è accaduto, come sempre, anche questa volta. Bene.

Sarebbe stato meglio discuterne prima, ma pazienza ormai è fatta. Allora nasce spontanea una domanda: perché evitare l’elezione di Ruotolo? Beh, qualcuno dei firmatari non può nascondere questo obiettivo, non tanto segreto… di evitare che questa “alleanza” sia il seme di futuri raccolti? Qui mi sembra che si corra troppo. Eppure un merito questo appello della società civile può averlo: far scaturire un dibattito in anticipo, molto in anticipo rispetto alla prossima scadenza elettorale. Ecco il punto, a mio avviso. Direi umilmente che, anziché tentare di colpire – involontariamente, certo involontariamente- la candidatura di Ruotolo, si apra la strada per un confronto permanente nell’ambito della sinistra, dei movimenti e del cosiddetto “civismo”.

Ci siamo vogliamo partecipare a dire la nostra. Non a posteriori. Troppo facile, dopo. Anche perché – a mio avviso – non era neanche certissima la celebrazione delle “suppletive” e la prospettiva per l’eletto: fosse andata male in Emilia-Romagna, fosse caduto il governo, fossero state indette nuove elezioni… il neo senatore di Napoli 7 avrebbe avuto vita e spazio di brevissima durata. Come una farfalla. E a proposito di farfalla cogliamo il suo simbolismo più noto. Non so chi ha scritto: «Incontrare una farfalla è il segno della transizione da una vecchia vita a una nuova vita, da uno stato di ignoranza a uno stato di consapevolezza, da una vita dura a una vita migliore». Oggi si può e si deve.