“Ma quale Salva-Napoli, questo è il Salva-Ruotolo”. Sull’emendamento 39-bis del decreto Milleproroghe, all’esame della commissione Bilancio della Camera, il deputato di Forza Italia Paolo Russo non ha dubbi. La modifica introdotta nella legge di conversione del decreto non serve a salvare la città, ma a mettere al sicuro il patto elettorale tra Partito democratico e sindaco a sul nome di Sandro Ruotolo, candidato senatore alle elezioni suppletive del prossimo 23 febbraio.

Cosa c’è che non va in questo provvedimento?
Le norme di finanza pubblica servono ad evitare che i comuni facciano debito e scialacquino i fondi. Questa, invece, sarebbe la terza volta che con una norma straordinaria si deroga alle norme di finanza ordinaria per consentire, sostanzialmente, la compatibilità del debito. Un debito contratto per incapacità dell’amministrazione napoletana. Ed è evidente che se si consente al Comune di continuare a fare deficit, non si amministra bene. Anzi, si sperperano risorse e si riducono i servizi, che sono già stati ridotti all’osso da una gestione improvvida e clientelare.

Ma senza quell’emendamento il Comune andrà in bancarotta.
Bisogna capire che un’ulteriore deroga non significa salvare Napoli ma, piuttosto, tenere in piedi una delle peggiori amministrazioni comunali che Napoli abbia mai avuto per un motivo che nulla ha a che vedere con i cittadini e che invece molto ha a che fare con la tornata elettorale del prossimo 23 febbraio.

Il governo cosa dovrebbe fare?
Non dovrebbe intervenire. Per una volta bisognerebbe avere il coraggio di mettere la parola fine all’incapacità gestionale di questa giunta. Gli si è data più di una possibilità e ormai sembra chiaro che non sono stati in grado di sfruttarle. Il Comune di Napoli riscuote solo il 40% della Tari che gli spetta. Il piano di dismissione è stato avviato solo per l‘1,2%. De Magistris ha sempre avuto la consapevolezza che sarebbe arrivata una sanatoria. Cosa che puntualmente è successa. Una volta per una ragione, certamente nobile, una seconda volta per un motivo condivisibile. E ora perché c’è l’accordo su Ruotolo? Adesso basta.

Senza l’accordo tra DeMa e dem su Ruotolo sarebbe stato diverso?
Il Partito democratico avrebbe fatto quello gli spettava: l’opposizione. Ora, di fatto, non è più così. L’emendamento è a firma Pd. E questo non lascia dubbi sui motivi che lo sostengono.  Eppure il provvedimento non riguarda solo Napoli, ma anche tanti altri comuni che rischiano il dissesto. Pd e Cinque Stelle fanno finta che il provvedimento non riguardi Napoli ma gli altri Comuni. È una bella finzione. Non ci è stata data nessuna scheda tecnica che ci indichi quanti e quali comuni siano toccati da questo provvedimento. Per Napoli questo sarebbe il terzo provvedimento straordinario e a nessun altro Comune è mai stato riservato questo tipo di trattamento. Il problema qui è la recidivante. Sono quasi dieci anni che l’amministrazione de Magistris approva bilanci falsi. Nelle entrate prevede profitti improbabili, millantando dismissioni inesistenti. Nella spesa, sostanzialmente, si limita a ridurre all’osso i servizi e a lasciare la città a uno stato di abbandono. Non c’è è una municipalità che riesca a garantire la manutenzione ordinaria delle strade o il servizio mensa nelle scuole. Siamo in una condizione di disastro assoluto e la cosa migliore è mettere la parola fine a tutto questo. Un punto definitivo che faccia chiarezza e che permetta anche di individuare le responsabilità. Non esistono solo quelle penali e contabili. Esistono anche le responsabilità politiche ed è tempo che qualcuno al Comune se le assuma. Il re è nudo da un pezzo, è il momento che si veda.