Ci sarà un nuovo processo d’Appello sui presunti intrecci fra camorra, politica e imprenditoria attorno alla realizzazione del Jambo, il grande centro commerciale di Trentola Ducenta, nel Casertano.

La prima sezione della Corte di Cassazione, in serata, ha annullato con rinvio la sentenza che in Appello aveva confermato le condanne per gli imputati del processo sul centro commerciale che faceva gola all boss dei casalesi, Michele Zagaria. La sentenza della Cassazione ha riguardato le posizioni dell’imprenditore Gaetano Balivo, dell’ex vigile urbano Vincenzo Picone e dell’ex assessore del Comune di Trentola Ducenta e collaboratore di giustizia Luigi Cassandra. Per conoscere le esatte motivazioni della Suprema Corte bisognerà attendere il deposito della sentenza, ma è possibile ritenere che i giudici abbiano condiviso la linea della difesa che aveva puntato, tra gli altri, su un difetto di motivazione della sentenza di Appello. In particolare per l’imprenditore Balivo, la difesa (rappresentata dagli avvocati Vincenzo Maiello e Giovanni Aricò) in Cassazione ha puntato l’indice non solo contro l’inadeguatezza della motivazione della sentenza che condannava a quattordici anni di reclusione l’imprenditore ma ha anche sostenuto la debolezza di una serie di fonti di prova di fronte a una ricostruzione alternativa rispetto a quella dell’accusa, in cui Balivo sarebbe stato vittima di estorsione da parte della camorra. Si vedrà.

La sentenza di annullamento con rinvio pronunciata dalla Cassazione significa che bisognerà celebrare un nuovo processo d’Appello per valutare ruoli ed eventuali responsabilità dell’imprenditore portato a giudizio dalla Procura antimafia per il reato di associazione camorristica per presunti legami con il clan di Michele Zagaria, il boss per il quale il processo si è concluso con verdetto di condanna. E il processo d’Appello sarà ripetuto anche per l’ex vigile urbano Vincenzo Picone, difeso dall’avvocato Bruno Von Arx, oltre che per l’ex assessore Cassandra.