La Confcommercio di Napoli torna alla carica e rinnova la richiesta al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca di valutare la possibilità di concedere almeno le attività di delivery.

In una nota Massimo Di Porzio, presidente della Fipe Confcommercio per Napoli e provincia, argomenta: ”De Luca ci disse di resistere per 15 giorni.

Ma è passato un mese e mezzo e abbiamo chiesto due volte un appuntamento, che stiamo aspettando. Neanche per il 4 maggio ci sono arrivati segnali. Io mi rendo conto che è facile chiudere tutto, ma le consegne garantirebbero a qualche piccola azienda di sopravvivere e darebbero un servizio ai consumatori. Ho amici a Milano che mi raccontano del pranzo di Pasqua che gli è stato consegnato a domicilio. – continua – Per questo abbiamo avviato una organizzazione con alcuni pizzaioli come Gino Sorbillo, Ciro Salvo, Franco Pepe e la risposta sui social è stata fortissima con oltre 400 locali in Campania che chiedono di ripartire almeno con le consegne“.

Ma, come “il Riformista” ha già raccontato in questi giorni, permane lo scontro all‘interno della categoria. Salvatore Maresca, titolare di “Muu Mozzarella Lounge”, e Roberto Biscardi di “Cantine Sociali”, si dichiarano contrari alla possibilità di riattivare il delivery: ”Nessuno può arricchirsi con il delivery, nessuno ci salverà l’azienda. È acqua che non leva sete nel 90% dei casi, forse più. È un servizio non indispensabile, e di cui si può tranquillamente fare a meno. Far scendere migliaia di persone per preparare pizze panini sushi etc e farli consegnare mette in movimento una macchina incontrollabile. E noi, nel dubbio, preferiamo che quella macchina stia ferma. Se poi per il bene di pochi si deve rallentare la ripresa, qualcuno ha sbagliato a farsi i conti. La Lombardia ha grandi responsabilità in questa emergenza, e la ripresa sarà più lenta soprattutto a causa loro. In Campania sono stimate più di 2500 di sole pizzerie, senza contare ristoranti e altre strutture che offrono delivery, produrrebbero un numero rilevante di persone per strada, il rischio non vale la pena e non aiuta la situazione economica drammatica. Meglio soffrire un altro mese che vanificare tutto e poi francamente io non ordinerei nulla a domicilio in questa situazione”.