Partita dopo partita, con la Fiorentina in primo piano. Gennaro Gattuso, dopo aver finalmente trovato la vittoria al San Paolo, adesso è a caccia del secondo risultato utile consecutivo. Tutte in casa le prossime tre sfide: Fiorentina, Lazio in Coppa Italia e Juventus. «Da quando sono arrivato non abbiamo fatto grandi numeri – ha detto Gattuso – giochiamo contro la Fiorentina, una squadra viva, che tiene bene il campo e corre tanto. Per noi è una gara molto importante e per questo pensiamo solo a portare i tre punti a casa. Inutile guardare la classifica». Dal mercato sono arrivati Diego Demme e Stanislav Lobotka.

Due nuove alternative a centrocampo. Giocatori simili, con caratteristiche diverse: «Demme può giocare a due o fare solo il vertice basso. Non è stato facile portarlo qui, bravi i nostri dirigenti. Lobotka può fare anche la mezz’ala. Gioca alla Verratti perché porta palla, salta l’uomo, gli piace sterzare. Possono darci una grande mano – assicura Gattuso – la palla negli allenamenti comincia a scorrere come piace a me e così aumenta la pressione anche per gli altri. Nessuno ha il posto assicurato. Gioca solo chi merita». Riferimento non casuale perché in mediana Fabian Ruiz non sta rendendo al meglio. Tuttavia per l’allenatore del Napoli le caratteristiche dello spagnolo non si discutono: «Fabian è un giocatore di grandissimo valore. Qualche volta vuole fare un tocco in più ma esprime grandi qualità. Gioca in un ruolo non suo e mi piace come fa girare la squadra». Oggi in difesa le pedine sono contate. Mario Rui è squalificato. Maksimovic, Koulibaly e Ghoulam non sono pronti. In questo momento c’è Hysaj che da partente a inizio stagione, si sta riprendendo un posto da titolare: «Sta facendo bene e sono pochi a poter interpretare il ruolo come fa lui. Si fa trovare sempre pronto».

Nel reparto offensivo, Mertens non ha ancora recuperato. Toccherà a Lorenzo Insigne che ha ritrovato gol e serenità. «È il capitano della squadra e deve assumersi le sue responsabilità. Deve dare continuità a quello che sta facendo». Gattuso sa di dover lavorare molto sulla testa oltre che sulle gambe. È il primo a sostenere che, se viene meno una delle due componenti, si commettono errori. Prima che si possa vedere una squadra a livello fisico e mentale ci vorrà tempo. «Non faccio il mago, lavoriamo duramente e so che i giocatori arrivano al 70’ stanchi. Ma so in che direzione stiamo andando. I ragazzi stanno cinque o sei ore nella struttura. Non vedo una squadra menefreghista». Prematuro pensare al futuro e progettare di ripartire da nomi come Allan, Ghoulam, Koulibaly. Insigne, Mertens e Callejon: «Mi piacerebbe – dice Gattuso – ma se si va in Champions è un discorso. Se non si va in Europa la società dovrà tenere a posto i conti. Oggi (ieri, ndr) un giocatore sta facendo le visite mediche per il prossimo anno (Amir Rrahmani preso dal Verona) e si lavora per sistemare questa stagione. Non stiamo a pettinare le bambole o a guardare le partite di Premiere League per vedere il bel gioco. A me piace ancora vedere il Chievo contro le italiane, mi piacciono la serie B e la serie C. Lavoriamo per migliorare». Ma se il Napoli dovesse puntare a un obiettivo, ora quale sarebbe? Gattuso ha le idee chiare: «Dobbiamo far finta che se vinciamo andiamo in Champions».