È il nome che non si può rifiutare. Sandro Ruotolo, il giornalista sotto scorta classe 1955, è il candidato della coalizione di centrosinistra per le prossime elezioni suppletive a Napoli, valide a rimpiazzare il seggio al Senato vuoto dopo la morte del professore Franco Ortolani (M5S).
La scelta è di quelle strategiche. Ufficialmente espressione dell’asse di centro sinistra, formato dal Partito Democratico e da Liberi e Uguali, il cronista minacciato dal boss Michele Zagaria è troppo vicino al sindaco de Magistris, al suo mondo e alla sua giunta (è lo zio dell’assessore Alessandra Clemente) per non portare alla naturale convergenza su di lui. Se, come è ormai certo, il primo cittadino ritirerà la candidatura del suo assessore Annamaria Palmieri, sulla quale fino a ieri invitava il Pd a convergere, i destini dei due, del sindaco e del giornalista, torneranno ad unirsi. Era già successo nel 2013 quando Ruotolo raccolse, con una lettera, l’invito lanciato via Twitter da Antonio Ingroia. «Caro Antonio -scrisse- accetto con entusiasmo la candidatura nella lista di Rivoluzione civile che tu e Luigi de Magistris mi avete proposto».
Quella candidatura, così come la successiva a presidente della Regione Lazio, sempre con Rivoluzione Civile, non ebbe esito positivo. Ma questa volta lo scenario è molto diverso. Il nome di Ruotolo serve a compattare, in chiave anti destra una coalizione molto ampia che mira a guadagnare il seggio di Palazzo Madama senza grosse sorprese.
«Con questo nome – spiega il segretario del Pd napoletano Marco Sarracino abbiamo voluto riunire tutte le forze che fanno parte del governo Conte bis. A Ruotolo non possiamo che essere grati per aver accettato il nostro invito».
Ma nel governo Conte la forza di maggioranza resta quella dei 5 Stelle che, attraverso le Parlamentarie, hanno scelto come candidato Luigi Napolitano.
E poi c’è Italia Viva. Con il venir meno della candidatura di Graziella Pagano, una candidatura che lei stessa ha confessato essere «utile ad avviare il dialogo», l’accordo, sebbene con qualche malumore interno, sarà digerito.