Se potesse firmare adesso per confermare la sua permanenza sulla panchina del Napoli, Rino Gattuso lo farebbe a occhi chiusi: «Sembra che non funzioni nulla, non è vero. Qui sto bene e ho riscontrato grande professionalità». Sincero come sempre: «Ho firmato per sei mesi con l’opzione a favore della società, nonostante altre offerte, perché è una grande squadra, un grande club, che mi ha dato un’opportunità incredibile, con l’esordio in Champions, conoscendo persone che ne sanno molto, con i giocatori che alleno perciò non c’è un problema contratto».

Gattuso è completamente proiettato alla sfida col Torino. Partita che potrà dire se l’asticella può spostarsi più in alto, in Coppa Italia o addirittura al passaggio del turno contro il Barcellona. «È la partita perfetta per capire se siamo guariti o no, forte fisicamente, con le seconde palle, scontri fisici correndo poco, servirà una grande gara caratteriale e fisica. La squadra ci può far capire in che condizioni siamo».

Tra i convocati col Torino c’è anche Dries Mertens, ma è probabile che sia Arek Milik ad avere il posto da titolare per consentire al belga di recuperare bene dall’infortunio patito contro il Barcellona in Champions League. «Con Milik non cambia nulla, anche lui è molto bravo a legare il gioco, ha una classe immensa e ci può dare una grossa mano, come ha fatto per molto tempo».

La squadra sta crescendo ma Gattuso, pragmatico come sempre, rifiuta meriti e neologismi come accaduto precedentemente per Maurizio Sarri. Il termine “Gattusismo“ fa perfino fatica a pronunciarlo. «So le difficoltà che questo gruppo ha avuto. Mettiamo da parte rinnovi, contratti e altro, l’obiettivo è allenarci seriamente e fare prestazioni come le ultime, poi si sistemerà tutto». Il timore di Gattuso, è che il Napoli possa avere un calo d’attenzione: «Il Barcellona è il passato, ora dobbiamo pensare a Belotti, Zaza, N’koulou. È vero che il Torino non vince da tanto, ma ha giocatori importanti e dobbiamo concentrarci su chi affrontiamo».

Ci sarà da battagliare, parola di Ringhio, con concentrazione e un pizzico di ironia: «Se pensiamo di essere diventati belli come Brad Pitt abbiamo sbagliato, spero che pensino di essere brutti come me».