Il successo a San Siro con l’Inter nell’andata delle semifinali di Coppa Italia riporta il Napoli bello di Coppa alla parte dolente della sua enigmatica annata. Ovvero il campionato, a quell’undicesimo posto in classifica da seduta analitica dopo aver battuto in poche settimane Lazio, Juventus e Inter.

Nessuna sconfitta in Coppa tra Champions League – tre successi, altrettanti pari nel girone di qualificazione -, tre successi, quattro reti e nessun gol subito in Coppa Italia: Rino Gattuso manda a memoria le statistiche prima dell’incontro con il Cagliari (domani, ore 18), che ha inaugurato la crisi della squadra di Carlo Ancelotti un girone fa, a fine settembre, dopo una gara dominata e perduta negli ultimi secondi. Poi, la retromarcia, la discesa, l’ammutinamento, dopo una prima parte di torneo con 16 punti in otto giornate. Anche se erano evidenti da mesi, anzi dallo scorso campionato, i problemi – mai risolti – di equilibrio e continuità degli azzurri.

Cinque mesi dopo, si intravedono i segnali del risveglio. Anche se è ancora fresca, soprattutto nella mente del tecnico, la sconfitta casalinga con il Lecce dopo il dominio e le occasione in serie sprecate nella prima parte di gara. E quindi tre punti con il Cagliari degli ex Rog e Cigarini, la normalità appunto, per piazzarsi nella parte sinistra della classifica. L’occasione per Gattuso di ripresentare nel tridente offensivo Lorenzo Insigne, indisponibile a San Siro, con Milik al centro, al posto di Mertens, esaltato dall’allenatore del Napoli nella conferenza stampa successiva alla gara di Coppa Italia. Mentre potrebbe esserci ancora un giro in naftalina per Koulibaly e Allan, le due colonne dell’ultimo triennio azzurro, gli uomini mercato con offerte a svariate cifre che si sono perduti, tra infortuni e gare non all’altezza. Per il centrale senegalese si prospetta l’ultima fetta della sua fantastica esperienza in maglia azzurra, con un paio di top club di Premier League (Manchester United su tutti) e anche il Paris Saint Germain pronte a staccare un assegno corposo, anche se distante dai 100 milioni di euro rifiutati dal club, la scorsa estate. E così Allan, sorpassato dai nuovi arrivi Demme e Lobotka, che forse mastica ancora amaro per il mancato passaggio al Psg poco più di un anno fa, con ingaggio triplicato. Gattuso non può più aspettarli: dopo la sfida in Sardegna c’è l’appuntamento con la prima esibizione di Leo Messi al San Paolo, nella casa di Diego, sua ispirazione e nemesi in alcuni tratti di carriera. Tenere testa al Barça, magari batterlo, rimandare al Camp Nou la soluzione sulla qualificazione ai quarti di finale di Champions. Dalla normalità alla storia.