Ieri mattina ad Afragola sono comparsi manifesti che hanno suscitato curiosità e sospetti. La curiosità è legata alla scelta di un’azione tanto plateale come un messaggio pubblico affidato a manifesti affissi in strade centrali della città. I sospetti sono conseguenza del fatto che l’autore del messaggio è Antonio Moccia, figlio di Gennaro Moccia e esponente di una famiglia che per gli inquirenti è stata storicamente legata alla mala dell’hinterland a nord di Napoli. Da tempo Antonio Moccia sostiene di essersi dissociato, che la sua famiglia non c’entra con logiche di mala, mentre in tribunale sono in corso inchieste e processi che coinvolgono alcuni personaggi in qualche modo legati alla famiglia.

Anche lo stesso Antonio Moccia è imputato, seppure a piede libero e senza alcuna misura cautelare, in un processo in corso in primo grado per reati di associazione camorristica, processo nel quale si professa innocente ritenendosi vittima delle accuse di chi spenderebbe il suo nome per commettere reati e imporre tangenti. Una tesi che Moccia ha sostenuto anche di recente denunciando ai pm chat con presunte bugie sul suo conto. Ieri, infine, la scelta dei manifesti con tanto di firma. Perché fare un gesto simile? Ci si chiede, tra sospetto e stupore. Gli inquirenti restano diffidenti, non dimenticano che nella storia della camorra ci sono stati diversi clan della camorra, come i casalesi ad esempio, che hanno usato le più varie forme di comunicazione, anche quelle dei proclami pubblici, per veicolare informazioni o dare di sé un’immagine diversa dalla realtà. Gli abitanti di Afragola si sono mostrati invece curiosi.

Il manifesto si presentava come “avviso importante”. A grandi caratteri impressi con inchiostro rosso su un fondo bianco c’era il messaggio rivolto “a commercianti, imprenditori e a tutti i cittadini di Afragola e dei paesi vicini che vengono massacrati ogni giorno da estorsori”. Più avanti si leggeva l’invito a denunciare chi secondo Moccia si recherebbe a nome suo e della sua famiglia a chiedere soldi. Il sindaco Grillo ha chiarito che per l’affissione dei manifesti “sono state pagate le tasse e occupati gli spazi comunali”. Nessuna irregolarità, quindi. L’avvocato Libero Mancuso, difensore di Moccia, ha fatto sapere che “la forma e il contenuto a cui Moccia è ricorso per protestare la sua innocenza assumono i caratteri della drammaticità fino ad esporlo a rischi personali”.