Anche il mondo della notte si ferma. Dopo un pomeriggio di serrato confronto fra sindacati di categoria, imprenditori del settore e organizzatori, arriva la decisione ufficiale che certifica lo stop.

In una nota di pochi minuti fa infatti, il Presidente provinciale del Silb (sindacato locali da ballo) Vincenzo De Pompeis dichiara che, visto il decreto Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, i locali di Napoli e Provincia che riusciranno a garantire le norme di sicurezza previste da detto decreto, resteranno aperti fino a diverse disposizioni e aver attuato le misure previste nel’ordinanza regionale sulla sanificazione del locale, affinché sia garantito ai clienti un ambiente salubre nonché vivibile in termini di affollamento rispettando la distanza stabilita da detto decreto di 1 metro.

Comunica inoltre che, nonostante alcune discoteche possano garantire tali parametri di sicurezza, resteranno ugualmente chiuse per senso civico e zelo.

Il comunicato del Silb si aggiunge a una serie di prese di posizione assunte via via da una serie di strutture che avevano già preso posizione sin da questa mattina.

Sigfrido Caccese, storico organizzatore del Neapolis Rock Festival e proprietario del Duel Club è amareggiato e a “il Riformista” dichiara: “potremmo aprire assicurando che i nostri clienti manterranno una distanza di un metro gli uni dagli altri, come previsto dal Decreto, ma la responsabilità civica che dovrebbe appartenere a tutti noi in questo momento ci impone di dare priorità alla salute pubblica. Restiamo chiusi e lasciamo a casa i nostri lavoratori, blocchiamo un business importante e redditizio per la nostra città e per il Paese perché riteniamo sia necessario, ma come sempre registriamo quanto l’industria dell’intrattenimento e della cultura sia considerata di secondo piano dal nostro Governo, non prevedendo nessun tipo di sostegno alle imprese di questo settore“.

Una posizione che ha visto l’adesione, fra gli altri, di alcuni locali molto conosciuti dai napoletani da La Mela, all’Arenile, passando per il Common Ground e il Basic.

È opportuno ricordare che nel settore dell’entertainment notturno, sono impiegate anche in Campania migliaia di persone, soprattutto giovanissimi che lavorano alla organizzazione e alla realizzazione delle serate.

È evidente che questo stop forzoso avrà ripercussioni negative anche per loro e per questo, come detto per Cinema e Teatri, il “by night” chiede al Governo e alle Istituzioni misure di sostegno e una concertazione serrata proprio per garantire i livelli occupazionali.