Attraverso le colonne del Mattino la 38enne deputata campana Michela Rostan annuncia il suo passaggio da Liberi e Uguali a quello che ritiene l’”unico contenitore riformista nel panorama politico italiano”, cioè Italia Viva di Matteo Renzi. La componente della commissione Affari Sociali della Camera, eletta con LeU nel listino bloccato in Campania nel 2018, esprime tutta la sua insofferenza: «Non potevo stare – dice – dalla parte di chi usa la giustizia come una clava e nemmeno con chi condanna gli italiani a processi eterni». Oh gaudium magnum! Le parole della deputata di Melito, di professione avvocato, rivelano quanto i temi legati alla giustizia, al processo e al diritto penale siano centrali tanto nel dibattito politico quanto nell’opinione pubblica. E, nello stesso tempo, in quale macroscopico errore incorrano gli ingenui secondo i quali il confronto sul diritto debba essere subordinato a quello sull’economia. Il tema dell’amministrazione della giustizia coinvolge direttamente quello della libertà e della dignità della persona, perché è (anche) su questi due valori fondamentali che la legge e i provvedimenti della magistratura finiscono per incidere. Per quale ragione, dunque, un cittadino dovrebbe considerare le questioni economiche più urgenti rispetto a quelle relative alla giustizia? I temi hanno almeno pari dignità. Ed è un bene che sempre più persone, tra politici e gente comune, ne acquisiscano consapevolezza.