I ritardi nel far ripartire la giustizia è stato l’oggetto della conferenza stampa di questa mattina presso il Tribunale alla quale hanno preso parte Antonio Tafuri, presidente dell’Ordine avvocati di Napoli, Francesco Caia consigliere del Consiglio Nazionale Forense, Gennaro Torrese presidente dei Fori della Campania, Armando Rossi rappresentante OCF di Napoli, Ciro Sesto presidente Ordine di Nola, Luisa Liguoro presidente dell’Ordine avvocati di Torre Annunziata, Barbara Barbato delegato Ordine di Nocera Inferiore, Alberto Zaza d’Aulisio delegato Ordine di S.Maria Capua Vetere e Francesco Del Grosso rappresentante OCF di Benevento.
Le evidenti difficoltà nel rimettere in moto la macchina giudiziaria sono state sottolineate da Tafuri, presidente del Foro di Napoli. “Abbiamo avuto numerosi incontri con i capi del nostro distretto ma poco è cambiato rispetto a qualche mese fa, continuiamo a non vedere provvedimenti idonei affinchè la giustizia possa ripartire a luglio, come promesso. In più occasioni abbiamo chiesto di riattivare i processi e garantire maggiore sicurezza anche se questo tipo di difficoltà sono diffuse in tutta Italia. Purtroppo a Napoli tutta l’attività si svolge all’interno di un Tribunale che definire poco ospitale è fin troppo gentile”. Armando Rossi dell’OCF ha spiegato che “la giustizia è ferma, i diritti dei cittadini sono sospesi. Non esiste una seria volontà politica nel rimettere in moto la giustizia”. Allarme ripreso con toni forti da Francesco Caia, consigliere del CNF: “Il tribunale non è ripartito, registriamo precise responsabilità a livello governativo. I giudici di pace soffrono di mancanza di informatizzazione, a livello amministrativo abbiamo gli uffici bloccati non per la pandemia, bensì per mancanza di personale nonostante fossero state promesse assunzioni di massa che non sono arrivate. L’Avvocatura vuol essere il motore della ripresa giudiziaria ma siamo preoccupati per le modalità e i tempi dell’emendamento sulla ripartenza che deve essere convertito in legge”.