Un manifesto ben chiaro, tre anni per portare avanti un progetto per le “giovani industrie” ma anche per lavorare in favore del territorio e della collettività. Questi gli intenti programmatici del nuovo direttivo del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali di Napoli, eletto a giugno, con al vertice il neo presidente Alessandro Di Ruocco.

“Siamo un gruppo di imprenditori coeso e che prosegue nel solco del triennio precedente. Con i 10 consiglieri del direttivo, ed in collaborazione con i vicepresidenti Antonio Amato e Marco Scherillo – dichiara il presidente Alessandro Di Ruocco –, puntiamo su due direttrici: lo sviluppo dell’ immagine e produttivo delle industrie, leitmotiv della nostra associazione, e la correlazione del nostro impegno professionale con il territorio e le sue problematiche”.

Napoli punto focale del programma.

La città mostra infatti evidenti motivi di decadenza secondo i Giovani Imprenditori: “Il capoluogo partenopeo vive un momento drammatico, ci sono tante imprese in ginocchio e per questo Paese occorre al più presto un’inversione di tendenza – spiega Alessandro di Ruocco –. Il default del Comune ci condanna, speravamo di poter voltare pagina con il dissesto dell’ente. Pensavamo che si potesse ripartire da zero. Ma questo non sarà possibile. Il Decreto Rilancio lo vieta. I giovani dovranno portarsi sul groppone le inefficienze dell’amministrazione in questi anni. È necessario a questo punto un intervento del governo nazionale perché il Comune non potrà portare avanti da solo le tantissime partite debitorie, come quelle con i professionisti. In Italia potrebbero arrivare prossimamente ingenti finanziamenti. Napoli avrebbe potuto ricoprire un ruolo centrale – conclude – ma una città che riparte da 2,7 miliardi di disavanzo è una città che parte con una zavorra enorme. E intanto non dimentichiamo che non c’è stato un miglioramento dei servizi negli ultimi anni”.

Proprio da questo punto gli oltre 200 iscritti al Gruppo Giovani Imprenditori, che costituiscono la classe dirigente del prossimo futuro, intendono ripartire ponendo grande attenzione ai temi dei trasporti, del turismo e del mondo del lavoro con Università e start up al centro dei percorsi di collaborazione.
“Importante è l’implementazione dei flussi legati alla crocieristica che non vengono adeguatamente valorizzati sul nostro territorio. Serve promuovere un’interlocuzione costante con la Regione sui trasporti pubblici, che penalizzano la fruizione del territorio e frenano lo sviluppo di aree di importanza strategico, come quelle archeologiche. Puntiamo a promuovere la smart mobility, sappiamo bene che solo incentivando il trasporto pubblico potremo favorire il rilancio del turismo. Proprio da questo sviluppo territoriale – conferma Di Ruocco – Napoli era diventata, pre Covid-19, riferimento europeo unitamente a Londra, Parigi, Lisbona ed altre capitali europee. Il nostro obiettivo è quello di mettere intorno ad un tavolo tutti i soggetti che fanno parte della filiera turistica. Vogliamo istituire un osservatorio privilegiato con tutti i player più importanti, dall’aeroporto alle strutture ricettive, fino a quelle congressuali e concedere aiuti economici allo sviluppo delle start up”.