Non inseguiamo gli isterismi di Calenda né i diktat del Partito democratico o del Movimento Cinque Stelle. Verificheremo le condizioni di un accordo per le elezioni regionali. Ma dobbiamo sederci urgentemente tutti intorno a un tavolo per delineare il programma che abbiamo in mente per i prossimi cinque anni in Campania“. Per Gennaro Migliore, referente napoletano di Italia Viva, il progetto per le elezioni di maggio è ancora tutto in fieri. La compagine renziana è pronta a dare il suo sostegno a un’ampia coalizione di centrosinistra, ma senza cedere a condizioni prestabilite.
De Luca e Costa. Il dialogo con il Partito democratico e la trattativa con il Movimento Cinque Stelle. A che punto è la partita per le regionali in Campania?
Bisognerebbe iniziare a ragionare rapidamente sul programma e sulle condizioni. Abbiamo già ribadito che non intendiamo aggregarci passivamente alle scelte degli altri ma siamo anche convinti che ci siano le condizioni per vincere queste elezioni insieme. Facciamo un passo indietro rispetto a questa sorta di X-Factor in corso per scegliere i candidati. Piuttosto, vorremmo degli incontri tra i partiti che possano chiarire qual è il progetto per i prossimi cinque anni alla Regione.
A quel tavolo ci sarà anche il sindaco di Napoli.
Per me de Magistris esprime la prospettiva di una lista civica locale e non è certamente l’interlocutore con cui intendo confrontarmi in prima battuta. Con il sindaco si vedrà cosa succederà. È alla fine del suo ciclo amministrativo e, nell’ambito delle regionali, non è certamente una figura condizionante.
Eppure alle elezioni suppletive avete sostenuto tutti insieme un candidato, Sandro Ruotolo, che il sindaco rivendica per sé. La sua vittoria proverebbe, come ha detto il sindaco che a Napoli «senza il laboratorio demA non si battono le destre».
Non sono d’accordo, Ruotolo non è stato una sua scelta. Abbiamo fatto un accordo su una candidatura che ha una storia e un’identità personale che non si può sovrapporre all’esperienza di de Magistris. Molti di quelli che hanno criticato Ruotolo coltivavano la speranza di far vincere il candidato della destra, Guangi. A me di de Magistris interessa quanto è giusto che sia. Sicuramente la città si appresta ad archiviare la stagione de Magistris al più presto anche per lavorare alle prossime comunali.
Dall’altro lato del tavolo ci sarà il Movimento Cinque Stelle. Nelle ultime settimane il dibattito interno al governo ha restituito l’immagine di un rapporto non proprio idilliaco tra voi e loro.
Abbiamo condiviso un governo con molte difficoltà per evitare che ci fosse un vantaggio da parte della destra più aggressiva e xenofoba, quella di Salvini e Meloni. E credo sia un ragionamento di buon senso rispetto alla tenuta di una Paese molto provato come l’Italia. Con i Cinque Stelle ci sono difficoltà quotidiane e, prima della crisi sanitaria del Coronavirus, siamo stati a un passo della crisi. Ma essere riformisti vuol dire anche approntare soluzioni a problemi reali e in questo momento tutti i sondaggi danno un grande vantaggio alla destra.
È l’argine alla destra la chiave di lettura del possibile asse in Campania?
La più grande debolezza di tutte le forze non sovraniste e di destra è la frammentazione. Penso che possiamo lavorare a un compromesso che soddisfi le esigenze dell’amministrazione in Campania. Ma è da verificare, non esiste nulla di precostituito. Il mio obiettivo non è quello di costruire un’alleanza strategica con il Movimento Cinque Stelle, da cui molto mi divide. Ma allo stesso tempo bisogna dare uno sguardo alla realtà e la realtà oggi ci chiede di creare una grande coalizione. Senza inseguire nessuno, né il Movimento Cinque Stelle né il Pd tanto più che al momento non sono molto diversi tra loro, con i democratici che su alcune scelte si sono appiattiti sulla visione dei pentastellati.
E con Azione, invece? Lavorate insieme alla creazione di un campo condiviso?
Calenda ha speso parole insultanti nei confronti di Italia Viva in una recente intervista. Parole che francamente non capisco. E agli isterismi non si può rispondere.
Due giorni fa, dopo tanto clamore quando ancora era in Commissione, il Senato ha dato il via libera definitiva, nel silenzio generale, al decreto Milleproroghe che contiene l’emendamento ribattezzato salva Napoli, sui conti del Comune.
Non è una salva Napoli ma un provvedimento che ha messo una pezza a una sentenza della Consulta. La verità è che de Magistris dovrebbe dire la verità sulla sua gestione fallimentare anziché in invocare aiuti esterni. Il sindaco dovrà rispondere di questo prima di completare il suo mandato perché ha avuto un atteggiamento irresponsabile, scaricando le sue colpe su altri e andando poi ciclicamente a invocare un salvataggio. Napoli ha avuto delle occasioni di rilancio, anche durante il governo Renzi, che sono state sprecate per ragioni politiche ed ideologiche. Ora quello che emerge dalle sentenze sono tutte stime prudenziali, al ribasso e io temo che il disastro sia molto più ampio.