Degrado e abbandono dopo tre giorni da quando il parco è stato riaperto. Succede a Fuorigrotta, in quello che è stato battezzato Peter Pan Park. E la denuncia arriva dalla pagina Facebook della consigliera dei verdi della decima municipalità di Napoli Laura Carcavallo. “Altalene rubate, cartelli divelti, tavolini spaccati, gazebo distrutto, piante distrutte, escrementi – scrive sul social la consigliera – tutto ciò dopo appena tre giorni a cancello aperto h24 e con oltretutto il divieto di circolare delle persone”. Secondo le ordinanze – in particolare quella del 12 marzo – disposte dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca per contenere il contagio da coronavirus, il parco di Piazzale Tecchio, poco lontano dallo Stadio San Paolo, sarebbe dovuto restare chiuso come tutti gli altri parchi.

L’associazione Urlo – continua nel suo post Carcavallo – che ha creato e portato avanti il progetto sociale Peter Pan Park, sentitamente ringrazia il Comune di Napoli e tutti quelli che fortemente hanno voluto sottrarre al cittadinanza uno spazio verde e di gioco ai bambini del nostro territorio”.

Quello della consigliera è dunque un attacco diritto a Palazzo San Giacomo. Il Parco Peter Pan, costretto all’abbandono per anni, è stato recuperato e riqualificato da tre anni dall’Associazione Urlo, che il 19 marzo faceva sapere: “L’associazione per senso di responsabilità fino ad ora per evitare assembramenti, devastazioni, garantire ordine pubblico, sicurezza e quant’altro, nell’ottica dell’emergenza sanitaria Covid-19, ha tenuto i cancelli chiusi del Parco Peter Pan, ma per non incorrere in sanzioni amministrative da parte del Comune di Napoli, che intima l’apertura H24 e l’abbattimento del cancello e di tutta la recinzione, entro fine mese, ci siamo visti costretti a tenere il cancello aperto H 24, coscienti della distruzione di un progetto sociale e del Parco”.

A settembre l’Associazione L’Urlo aveva chiesto la proroga della convenzione e concessione per l’affido di quello che era stato rivalutato come uno spazio da dedicare soprattutto ai più piccoli. Il comune ha emanato un’ordinanza con la quale si chiedeva “la regolarizzazione della recinzione ovvero dell’eliminazione della stessa e la contestuale azione per l’eliminazione del cancello attualmente insistenti nell’area”.