Caro Riformista,
la Corte Costituzionale si è espressa con nettezza sul bilancio della giunta arancione, sottolineando che le risorse date dal governo nazionale, anziché essere utilizzate per il rientro dal debito, sono state elargite per pagare la spesa corrente. Da qui la certificazione di un altro miliardo di euro di debito per Palazzo San Giacomo, così si giunge a un totale di 2,7 miliardi. Una brutta storia tra malgoverno e spregiudicatezza. Le recenti dichiarazioni del sindaco e dell’assessore Panini rappresentano un’arroganza violenta e cialtrona.

Questi signori sono ancora in sella perché, in questi anni, è mancata ogni forma di opposizione democratica sia nell’istituzione sia tra la gente. Il Pd, dopo le devastanti sconfitte elettorale del 2011 e del 2016, non ha costruito una strategia per il risanamento della città in opposizione alla dissennata vaghezza della maggioranza. Al contrario vi è stata subalternità e si è ceduto a operazioni consociative e clientelari. Non ci sono stati interventi mirati né sui bilanci né sugli atti di programmazione urbana. Silenzio per coprire incapacità politica e abissale ignoranza. La Città metropolitana è stata usata come camera di compensazione delle prebende.

Così si giunge all’operazione Ruotolo per il Senato, in maniera confusa, da vecchio ceto politico, senza porre condizioni per il futuro. Tra l’altro si accredita un peso elettorale di de Magistris tutto da dimostrare, dimenticando che lo stesso è stato eletto da una minoranza della città. È possibile avere un doppio binario che consenta di fare opposizione in città e una campagna elettorale unitaria per Ruotolo? Non credo che ci sia questa capacità e penso che Napoli ne pagherà le conseguenze. In un sistema politico trasparente alla decisione della Consulta sarebbe dovuta corrispondere una immediata richiesta di dimissioni da parte delle minoranze consiliari. Invece prevale, ancora una volta, il nulla. Ci vuole una nuova classe dirigente colta e portatrice di una alternativa idea della politica.