”Guarda. Non c’è quasi nessuno. Strano, no?” È domenica mattina e nella centralissima via Ridola, a Matera, non c’è più il solito muro di persone, turisti per lo più, che dal 2015 non ha mai abbandonato il centro storico. A parlare è Claudia, proprietaria di un noto B&B in Piazza del Sedile: “Non posso essere entusiasta del calo di presenze – racconta – ma un po’ la vecchia tranquillità, la normale routine cittadina, mi mancava”. In giro per il centro, in una bella mattina di domenica, effettivamente non si vede quasi nessuno ‘straniero’. Una signora torna a casa con le buste della spesa, un ragazzo porta a spasso il suo cane, qualcuno va a prendere il caffè e legge il giornale. Sembra una fotografia bucolica di una città di provincia.

Quello che poi Matera è sempre stata. È una città col fiatone dopo una lunga corsa, un corridore che si è fermato dopo la linea del traguardo per tirare il fiato, bere un po’ d’acqua e sedersi, finalmente, per terra. L’annus mirabilis da Capitale Europea della Cultura è ormai storia passata, le orde di turisti, giornalisti, emittenti televisive e artisti sono un ricordo, rimane la vecchia città di sempre, un posto pacifico, dove il sole pallido di gennaio scandisce le lente domeniche di una piccola comunità orgogliosa. Orgogliosa per l’immagine che ha trasmesso di sé al Paese e al mondo, un’immagine traducibile solo con i freddi numeri. Il 2019 è stato per Matera, per la Basilicata e, in una certa parte, anche per il Sud, un evento di quelli che cambiano la storia. La città dei Sassi è al primo posto per percentuale di crescita turistica da quando il titolo è stato istituito con più di un milione di presenze uniche.

Tra questi, il 30% di visitatori stranieri in più rispetto all’anno precedente, inseriti in un +34% di turisti in tutta la regione Basilicata. Con 1.228 eventi, di cui un terzo sul restante territorio lucano, 1.300 produzioni televisive, 17mila studenti e 18mila cittadini coinvolti in 37 progetti di comunità, la città si è guadagnata il suo posto all’Expo 2020 di Dubai di fianco a località ben più importanti come Milano e Venezia.

L’”Effetto Matera 2019”, come è stato ribattezzato, è stato un effetto domino che è ricaduto, positivamente, su tutto il territorio. Da Aeroporti di Puglia, che ha fatto registrare per Bari e Brindisi un aumento sostanziale del traffico aeroportuale con un +10% su base nazionale e un +18% su base internazionale, ai dati diffusi dal Polo Museale della Basilicata che ha fermato il contatore a 345.390 presenze (+28,98%). E ora? I materani torneranno nel dimenticatoio da cui erano usciti a fatica? “No, Matera 2019 non chiude i battenti. La prossima volta che l’Italia sarà chiamata a esprimere una Capitale Europea della Cultura – dice Salvatore Adduce, presidente della Fondazione Matera-Basilicata 2019 – correrà l’anno 2033. Sino ad allora, questa città sarà Capitale. Modificheremo lo scopo della Fondazione per portare avanti il lavoro fatto negli ultimi cinque anni ancora per molto tempo”.