Anche Federnoleggio Campania, associazione che fa parte di Confesercenti Campania, ha aderito stamane alla manifestazione nazionale delle associazioni della categoria NCC, trasporti, bus vetture e natanti con conducente, volte a protestare innanzitutto con il Governo Centrale (e in molte regioni anche con quello locale), reo di aver completamente dimenticato un settore economico in grave crisi, dal momento che l’emergenza Covid-19 ha annientato i loro introiti, con la cancellazione delle prenotazioni turistiche – per i mesi di lockdown -, di quelle delle gite scolastiche, congressi, viaggi culturali, escursioni crocieristiche e spostamenti in genere. Si ricordi, infatti, che le attività in oggetto non sono state inserite tra quelle a cui sono stati destinati dallo Stato i finanziamenti a fondo perduto. Ufficialmente le attività di queste aziende non sono state sospese, ma in realtà l’emergenza coronavirus ha azzerato il loro fatturato. Dalle 10 alle 13 è dunque montata la manifestazione in Piazza del Plebiscito, che ha visto la partecipazione di oltre 500 vettori impegnati nel settore. Presente anche il presidente di Confesercenti Campania Vincenzo Schiavo: «Sosteniamo con forza questa manifestazione di protesta: la categoria dei trasporti è fondamentale per il mondo del turismo, è peraltro il primo biglietto da visita della nostra regione da presentare ai turisti, nelle stazioni come negli aeroporti e nei porti. Si tratta di professionisti che parlano almeno due lingue e che conducono i clienti a visitare le meraviglie della nostra regione, contribuendo anche alla diffusione di una immagine sana del turismo. E’ un mondo che è stato tuttavia dimenticato dallo Stato. Il luogo scelto per la manifestazione a Napoli non è casuale: nei pressi della Prefettura per protestare, civilmente, contro lo Stato e il Governo centrale, dal momento che la Regione Campania – conclude Schiavo – a differenza di altre regioni in Italia, si è spesa e ha assicurato alcuni contributi economici ad una categoria in grave crisi».
In Italia sono a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro (sono circa 6000 le imprese bus con 35.000 veicoli, 30.000 aziende di ncc , circa 60.000 autisti, 5000 addetti per l’indotto), lo stesso dicasi per la Campania, che conta centinaia di aziende nel settore.