In questo periodo di emergenza tantissimi sono stati i pacchetti turistici, i viaggi, i voli annullati a causa dei limiti alla circolazione imposti dai governi, a tutela della nostra salute.

Ma i consumatori che hanno prenotato i viaggi o i pacchetti turistici, versando un acconto, hanno diritto al rimborso delle somme?
“Riceviamo numerose richieste di aiuto in tal senso – spiega Carlo Claps, presidente Aidacon Consumatori – anche perchè i tour operator e le agenzie di viaggi stanno proponendo ai turisti dei voucher sostitutivi, da sfruttare entro un anno, anziché il rimborso delle somme anticipate. Naturalmente, i consumatori preferiscono riavere indietro i propri soldi. Il problema nasce dall’interpretazione che gli operatori del settore turistico hanno dato a quanto disposto dalla normativa varata per l’emergenza Coronavirus ed in particolare dall’art. 28, comma 5 del decreto legge n. 9 del 2 marzo 2020, che ha previsto, in caso di annullamento del viaggio, a seguito dell’emergenza suddetta, che il rimborso “può essere effettuato mediante emissione di un voucher di pari importo da utilizzare entro un anno dall’emissione”. Ma l’interpretazione data dagli operatori del settore turistico, alla suddetta norma, è in netto contrasto con la normativa comunitaria, fatta propria dal nostro ordinamento, che è chiaramente orientata per il “favor consumatoris”. In sostanza, gli operatori turistici, in caso di annullamento del viaggio, non pongono il consumatore davanti ad una scelta, tra voucher o rimborso dei soldi ma impongono la scelta del voucher, avvalendosi dell’interpretazione normativa, a loro più favorevole. Se da una parte, può essere comprensibile che il egislatore abbia voluto “aiutare” il settore turistico in grandissima crisi, cercando di “suggerire” la scelta dei voucher, dall’altra non si possono accettare quelle che noi definiamo pratiche commerciali scorrette effettuate dalla maggior parte degli operatori turistici”.

Quindi la scelta di optare per il voucher non può essere rimessa all’organizzatore del viaggio?
“No, sia perchè vanno rispettate le esigenze dei viaggiatori, i quali potrebbero avere difficoltà a sfruttare il voucher entro l’anno, sia perché tale interpretazione contrasterebbe con il Codice del Turismo che obbliga l’organizzatore del viaggio a garantire al consumatore il rimborso integrale di quanto pagato, senza addebito di penali! Ad avvalorare la nostra tesi, è intervenuta la Commissione Europea che ha precisato che i viaggi annullati vanno rimborsati entro i termini di legge, nonché ha ribadito “il dovere, da parte dei tour operator o delle compagnie aeree di risarcire i consumatori”. Pertanto, la nostra associazione invita le parti a far prevalere il buon senso ma garantisce che il consumatore può pretendere il rimborso integrale delle somme versate, senza addebito di penali. Ecco perché abbiamo composto una squadra di legali che risponderanno via mail alle domande dei consumatori.