La Protezione civile ha aggiornato la lista dei contagiati da Coronavirus in Campania: altre quattro persone risultano positive, due in provincia di Salerno e due in quella di Caserta. Sale così a 35 il numero dei casi confermati. Ieri il laboratorio dell’ospedale Cotugno ha analizzato 24 tamponi e 4 hanno dato esito positivo. Come per tutti gli altri casi si attende la comunicazione ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità. Delle 35 persone colpite da Coronavirus, dieci risultano ricoverate in ospedale ma le loro condizioni di salute non destano preoccupazione, nessuno è in terapia intensiva e tutti respirano in maniera autonoma. Per altri otto pazienti, invece, è in arrivo il risultato del tampone.

Si attende, intanto, anche l’arrivo del “‘paziente 1” di Ischia, il turista proveniente da Brescia che era sull’isola per una vacanza. Due ragazze di Napoli, studentesse del liceo Comenio, sono invece in quarantena da ieri, dopo una serata trascorsa in una discoteca dove avrebbero bevuto dal bicchiere di un amico milanese poi risultato positivo al test. Il prefetto di Napoli Marco Valentini ha deciso il rinvio della partita di ritorno valida per la semifinale di Coppa Italia: “Sono stati venduti 40mila biglietti – ha spiegato – ci sarebbero stati inevitabili assembramenti e giocare a porte chiuse non basta a prevenire la possibilità del contagio”. Mentre in Tribunale a Napoli la sospensione chiesta dagli avvocati non è arrivata e prosegue l’astensione dalle udienze.

Uno sciopero non condiviso dai vertici degli uffici giudiziari, per cui il presidente degli avvocati Tafuri, replicando al procuratore generale Riello, ha chiarito: “Siamo rammaricati per essere stati trattati da ospiti indesiderati nel Palazzo di Giustizia, privati di ogni possibilità di vedere accolte proposte e idee, costantemente respinte al mittente”. Intanto sono precauzionalmente ricoverati al Cotugno due degli avvocati risultati positivi al Coronavirus. Mentre c’è chi sull’emergenza ha già creato un business: nel Giuglianese i finanzieri hanno sequestrato 10mila mascherine destinate al commercio con prezzi esorbitanti e ha scoperto che in una parafarmacia a Varcaturo le mascherine erano vendute con rincari fino al 6.150%.