Il Pd napoletano ha scelto il candidato per le suppletive al Senato. È il collega Sandro, giornalista d’assalto di indiscutibili qualità professionali, e volto notissimo della “rivoluzione civile” e della Rai degli anni di Curzi e Santoro. Cosa vuol dire questo? Semplicemente, che dopo aver fatto un salto mortale a Roma, dove si è alleato con i nemici giurati di un tempo, i grillini, ora il Pd ne fa un altro, forse addirittura più clamoroso, a Napoli. Quello che ha scelto, infatti, non è altro che il candidato di de Magistris, cioè del sindaco che lo stesso Pd, nel corso di questi anni, ha ripetutamente indicato come il peggiore che Napoli abbia mai avuto. Il sindaco delle sparate demagogiche e degli appelli populisti; il sindaco dei parchi chiusi al verde e della differenziata non raccolta, della città lasciata allo sbando e delle periferie abbandonate. Il sindaco che ancora ieri ha gridato al complotto a proposito dell’incidente al metrò di Piscinola e degli autobus che non passano. Il rapporto tra de Magistris e Ruotolo è organico, di tipo ideologico, e di vecchia data, e il fatto che il giornalista sia anche lo zio di uno degli assessori di punta dell’amministrazione comunale, di Alessandra Clemente, è solo un particolare, e non tra i più rilevanti.

Ma il paradosso di un partito che per costruirsi una prospettiva politica arriva a negare se stesso non finisce qui. Neanche poche settimane fa si era detto che il vero partito dei giudici in Italia è proprio il Pd. Ed ora ecco la conferma. L’ex magistrato Paolo Mancuso, già pm anticamorra e procuratore capo a Nola, è il nuovo presidente del partito napoletano. L’ex magistrato Gennaro Marasca, già autorevole assessore nelle prime giunte postcomuniste di Napoli, è neocomponente della direzione provinciale dello stesso Pd di Mancuso.

L’ex magistrato anticamorra Franco Roberti, già assessore regionale di Vincenzo De Luca, è eurodeputato del Pd, eletto da capolista nella circoscrizione meridionale. La magistrata Caterina Chinnici, figlia di Rocco, ucciso dalla mafia, è al pari di Roberti eurodeputata Pd eletta come capolista nella circoscrizione delle isole. Senza contare i Michele Emiliano in Puglia e i Pietro Grasso in Sicilia.

E ora? Ora che non sceglie un magistrato, il Pd sceglie un giornalista che si posiziona in modo dichiarato sullo stesso fronte mediatico-giudiziario. E che esplicitamente – come Saviano – considera la competenza giudiziaria l’unica in grado di spiegare il mondo. Ruotolo, nel 2013, si è già candidato con la lista dei magistrati de Magistris e Ingroia, prima alle politiche e poi alla Regione Lazio, e notoriamente è un buon amico di Henry John Woodcock, col quale in passato è stato anche fotografato a bordo dello stesso gommone. Il paradosso del paradosso, infine, è che anche i renziani, a quanto pare, saranno della partita.