Con la complicità donna, narcotizzò una 20enne facendole bere vino corretto con la “droga dello stupro“, composta da cocaina e Ghb (un acido organico), per indurla ad avere rapporti sessuali non consenzienti. Il tribunale di Torre Annunziata ha condannato a sette anni e due mesi di reclusione Mario Pepe, il 57enne ristoratore originario di Meta di Sorrento, e a cinque anni e sei mesi di reclusione Chiara Esposito, amica e complice di Pepe. I due, arrestati nel dicembre del 2018,  sono accusati di violenza sessuale e cessione di droga.

I fatti risalgono all’autunno del 2016 quando la sera del 12 ottobre la 22enne sorrentina, difesa dal penalista Sergio De Simone, venne attirata da Esposito nel ristorante di Pepe. La giovane vittima, costituitasi parte civile, verrà risarcita con una somma di 20mila euro.

Lo scorso settembre il tribunale di Torre Annunziata aveva accolto l’istanza presentata da Raffaele Chiummariello, legale di Pepe, disponendo gli arresti domiciliari per il 57enne gestore di un ristorante nel centro storico di Sorrento. Già ai domiciliari da tempo invece Chiara Esposito, difesa dal penalista Francesco Cappiello.