La Whirlpool manterrà la produzione di lavatrici a Napoli fino al 31 ottobre. Ecco il risultato della riunione ristretta che Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo Economico, ha avuto ieri con l’azienda. Poche ore prima la multinazionale aveva annunciato la chiusura dello stabilimento per il 31 marzo, mentre i sindacati avevano chiesto di mantenerla fino alla fine dell’anno. Resta incerto, dunque, il futuro dei 430 dipendenti napoletani della Whirlpool. Tanto che Invitalia è già a caccia di un altro soggetto che acquisisca lo stabilimento.

Ieri La Morgia ha inizialmente annunciato lo stop alla produzione per il 31 marzo. «I dati del mercato sono emblematici», ha sottolineato l’ad Italia prima di chiarire come l’Italia sia sempre stata strategica per un’azienda come la Whirlpool che qui dà lavoro a 5mila persone. Le difficoltà riguarderebbero solo lo stabilimento campano, ciononostante la multinazionale non si sarebbe sottratta al tentativo di rilancio della produzione. Quale sarà, dunque, il destino dei 17 milioni previsti per Napoli? «Saranno redistribuiti tra gli altri stabilimenti del gruppo – ha concluso La Morgia – sebbene non abbiamo ancora deciso dove portare la produzione lavatrici».

Parole che hanno scatenato la rabbia dei sindacati. A cominciare da Francesca Re David, segretario generale della Fiom, che ha richiamato l’azienda al rispetto degli accordi: «Non posso credere che Whirlpool scopra solo ora che la produzione a Napoli non sia sostenibile. Sentiamo parlare dello stabilimento partenopeo come una cosa a sé e non come parte del gruppo, mentre la discussione non riguarda solo Napoli ma tutti i siti produttivi». Altrettanto duro il leader Fim Marco Bentivogli, secondo il quale «è stata sbagliata la regia del piano industriale». Da oggi sciopero in tutti gli stabilimenti del gruppo Whirlpool.

E il governo? Il ministro Patuanelli ha bollato la decisione della Whirlpool come «inaccettabile», prima di convocare una riunione ristretta che ha prodotto come unico risultato il rinvio della chiusura dello stabilimento. Dure le critiche dell’opposizione: «L’esecutivo non suggerisce soluzioni industriali che garantiscano il lavoro alle maestranze della Whirlpool, anzi spalanca le porte a declino e desertificazione industriale – ha attaccato Paolo Russo, deputato di Forza Italia – Al Sud non occorrono misure assistenziali come il reddito di cittadinanza, ma politiche che attraggano imprese, valorizzino le competenze e garantiscano una no tax area». Nel frattempo Invitalia si è attivata per individuare un acquirente per lo stabilimento di Napoli che garantisca un piano industriale «credibile». La selezione si concluderà entro luglio 2020.