Alle 14 di ieri – quando l’indiscrezione sulla decisione del governo di chiudere le scuole e le università di tutt’Italia iniziava a fare il giro del web – gli uffici dei rettorati delle università campane erano nel caos. «Una comunicazione ufficiale non c’è ancora – era la risposta comune – ma stiamo lavorando per non fermare la didattica proprio all’inizio del secondo semestre». L’ufficialità è arrivata poco dopo le 18 ma per tutto il pomeriggio nelle università campane la parola d’ordine è stata “e-learning”.

La didattica a distanza che sfrutta le nuove tecnologie troppo spesso snobbata dalle Università di casa nostra ma che diventa necessaria vista l’impossibilità a partire da oggi per migliaia di studenti campani di recarsi fisicamente in aula. L’alternativa, infatti, è lo stop alle lezioni. «Sarebbe un danno enorme», confessa il rettore dell’Università Federico II, Arturo De Vivo. «Per questo motivo – continua De Vivo – stiamo lavorando per evitare il blocco della didattica. Noi, a dire il vero, partiamo avvantaggiati grazie alla piattaforma online Federica dove i nostri studenti possono già trovare centinaia di video-corsi». Si tratta di materiale di supporto e approfondimento che affianca le tradizionali lezioni frontali e dunque non abbastanza per rispondere alla crisi perché in tempi di coronavirus alle lezioni frontali bisogna imparare a farne a meno. «In questo momento emergenziale – spiega De Vivo – ci stiamo attrezzando in tempi celeri per permettere a tutti i docenti di continuare le loro lezioni in modalità video. Non semplici lezioni registrate ma qualcosa di più complesso che utilizza un software già sperimentato e che permetterebbe anche l’interazione con gli studenti». Il problema però sta nei tempi necessari per metter su l’intero carrozzone.

«Dal prossimo lunedì – spiega il rettore – potremmo rendere note le modalità di partecipazione ai nuovi corsi telematici che dovrebbero partire poi nei giorni successivi». Molto tardi, dunque. Soprattutto se si pensa che pochi giorni dopo le lezioni dovrebbero riprendere normalmente. Si rischia uno sforzo sovrumano per nulla. E gli altri atenei? Strutture multimediali di e-learning esistono in tutte le università campane. Ma sono tutte pensate come supporto alla didattica tradizionale e comunque meno sviluppate di quelle della Federico II. «L’Università Suor Orsola Benincasa – spiega il professor Fabrizio Sirignano – è dotata di una piattaforma denominata e-unisob ma in caso di chiusura stiamo pensando alle lezioni in diretta streaming». L’Università L’Orientale e la Parthenope, invece, utilizzano le architetture software sviluppate dal consorzio Cineca.

«Sulla nostra piattaforma – spiegano dalla Parthenope – è già possibile scaricare materiali didattici, slide e in alcuni casi anche video-corsi ma per i corsi in diretta streaming stiamo pensando di utilizzare piattaforme esterne». In altre parole, senza una piattaforma ad hoc, ogni professore potrà organizzarsi da sé con i suoi studenti utilizzando skype o altri software di video-conferenza. Insomma, sull’e-learning negli atenei campani sembra si navighi a vista. Al problema delle lezioni, poi, bisogna aggiungere quello degli esami e delle sedute di laurea. In alcuni casi si procederà alla modalità “porte-chiuse” già sperimentata dal Suor Orsola Benincasa durante lo stop alle lezioni richiesto la scorsa settimana dalla Regione per i lavori di disinfestazione dei locali. In altri casi si posticiperà la data a dopo il 15 marzo. Sperando che per allora l’allarme sia rientrato.