«Le mie scelte personali, professionali e politiche sono sempre state dettate dal perseguimento della giustizia e del bene pubblico. Anche in questo caso ero certo che Sandro sarebbe stato il senatore giusto».  Il giorno dopo il voto per le elezioni suppletive del collegio senatoriale Campania 7 al sindaco Luigi de Magistris serve poco per rivendicare il successo alle urne. Il neo senatore Sandro Ruotolo, sostenuto dalla coalizione Pd-DeMa, insieme a Italia Viva e Liberi e Uguali, ha vinto raccogliendo il 48,45% delle preferenze, seguito dal candidato di centrodestra Salvatore Guangi (24,06%), da Luigi Napolitano del Movimento Cinque Stelle (22,47%) e da Giuseppe Aragno di Potere al Popolo (2,58%) e Riccardo Guarino di Rinascimento partenopeo (2,44%). E così il primo cittadino ha subito fornito la sua personale chiave di lettura in vista delle trattative sulle elezioni regionali e del peso che spera di poter rivendicare: «Mi rende contento di aver visto giusto, non solo nella persona ma nel metodo perché sul nome di Sandro sono confluite forze politiche, cittadini, movimenti, associazioni. Un uomo che ha unito e non ha diviso». Unito sì, ma un gruppo molto ristretto di elettori: meno di un cittadino su 10. Il dato più forte di questa tornata elettorale, infatti, riguarda l’astensione, schizzata al 90,48%.

«Se fossi in Ruotolo proverei imbarazzo nel sedermi al Senato.Non possiamo chiamare democratica un’elezione avvenuta per così pochi voti. Siamo al 4% degli aventi diritto, non c’è il principio della rappresentanza», è stato il commento del capogruppo di Forza Italia in Regione Stefano Caldoro. Ma per i vincitori a contare è il dato finale. «Da quando il Partito democratico è nato, questa è la prima vittoria in elezioni politiche a Napoli», ha detto il segretario metropolitano del Pd Marco Sarracino che ha poi ricordato come, nonostante la scarsa affluenza, il campione degli elettori sia ugualmente molto rappresentativo di una tendenza. «Nel 2018 in quel collegio uninominale – spiega il segretario dem – il M5s aveva ottenuto il 53%, mentre il centrosinistra si era fermato al 14%. Oggi i 5s perdono più di 30 punti e la nostra coalizione sale al 48%».

E aggiunge: «La somma delle percentuali ottenute dal Pd e dal M5s alle suppletive insieme danno il 70% in questo collegio. Sono convinto che le ragioni che ci uniscono saranno di più di che quelle ci dividono. Dalla direzione regionale del Pd è emerso un verdetto chiaro, partiamo dalla candidatura di De Luca e siamo disponibili ad aprire un tavolo di confronto con il M5S. Aspettiamo che loro siano disponibili a fare altrettanto.». Durante la conferenza stampa di ieri il segretario dem ha annunciato la conferenza programmatica per il prossimo 4 e 5 aprile e ha presentato i membri della sua nuova segreteria. Nuova e giovane: l’età media è di 33 anni.