Sandro Ruotolo ha vinto le elezioni suppletive ed è il nuovo senatore della città e del centrosinistra. Questa è senz’altro una buona notizia, poiché inverte un trend che dava il Partito Democratico ed il centrosinistra in una parabola, irrimediabilmente discendente e che faceva ringalluzzire il signor Matteo Salvini. Dicevo, segnale importante che deve far aprire un confronto serio, in vista delle regionali, per definire la coalizione chiamata a sostenere Vincenzo De Luca, rispetto al quale non vedo candidature alternative. Insomma, ora si può aprire un cantiere dove lavorare per costruire una nuova prospettiva politica di cambiamento. Il centrodestra subisce una nuova grave sconfitta e il Movimento 5 Stelle conferma di essere in caduta libera e costante. Il Pd con LeU ha retto in un’area sociale dove prevale il voto di opinione, ma ha anche ottenuto la ripresa di un voto organizzato.

Dema con de Magistris ha portato qualche centinaio di voti al candidato ed è evidente il depauperamento ulteriore di quella sigla. Da questo versante ritengo che la sinistra riformista debba attrezzarsi per riprendere l’opposizione in città e nel Consiglio comunale. Detto questo in modo secco, bisogna ripartire da quel 9,5 % di partecipazione al voto. Un vero disastro democratico, una ferita aperta che merita cure severe e immediate. Personalmente toglierei di mezzo tutte le semplificazioni lette in queste ore e porrei il tema della rifondazione della politica e di un partito socialdemocratico di massa nel cuore del Mezzogiorno. Aveva ragione Luciano Canfora in un interessante articolo sul Manifesto. Dal risultato elettorale bisogna partire per una nuova stagione, inedita e depurata da scenari politicisti. Il divario tra l’opinione pubblica e la politica napoletana si è consumato definitivamente con questa tornata suppletiva denunciando ritardi, mancanza di prospettiva, assenza identitaria e strategica. L’invito al voto contro la destra e Salvini si è consumato. Non potrà essere il filo conduttore del prossimo futuro.

È necessario costruire un progetto di sviluppo economico e sociale di questa metropoli, il Pd e il centrosinistra devono aprire un cantiere chiamando a raccolta le forze migliori per disegnare gli scenari di questo nuovo decennio. Ora si gioca il destino del nuovo gruppo dirigente democratico napoletano. Dal Pd nazionale arrivano messaggi interessanti che fanno intravedere un’intenzione importante verso la costruzione di una nuova stagione di lotta politica con gruppi dirigenti nati dalle battaglie politiche e sociali che scuotono l’opinione pubblica italiana. La grande questione ambientale, un governo democratico dei grandi flussi migratori, i nuovi diritti nel processo di globalizzazione, basti pensare al Coronavirus.

Ora a Napoli si deve iniziare a parlare dell’ innovazione della politica, innanzitutto nel capoluogo, ormai esanime dopo dieci anni di governo arancione. Sì, il punto ritorna sul giudizio di questi ultimi dieci anni ed è un giudizio negativo. La vittoria di Sandro Ruotolo non lo può edulcorare, poiché già bocciato dai napoletani, le elezioni comunali sono cosa ben diversa da un turno suppletivo. Il Pd e LeU devono aprire il confronto in città superando la melassa corporativa che ha caratterizzato questi anni. La sinistra riformista deve essere pronta con un programma rigoroso che punti al risanamento ed al rilancio delle funzioni economico-produttive dell’area metropolitana. Sarebbe utile e interessante avviare subito questo confronto, evitando giochetti consociativi.