Il Partito democratico la prende larga e, soprattutto, prende tempo. La sentenza della Consulta, il pericolo del crac e il buco da oltre due miliardi e mezzo di euro aperto nel bilancio del Comune di Napoli non intacca il clima zen che aleggia nella segreteria del Pd dopo l’alleanza con De Magistris. Di dimissioni, quelle richieste ieri dalla senatrice dem Valeria Valente in un’intervista pubblicata su questo giornale, non se ne parla nemmeno. Anzi.

Il segretario cittadino, reduce dalla presentazione del candidato congiunto Pd-DeMa Sandro Ruotolo, in una nota ribalta il punto di vista. E, anziché fare da opposizione, fa da sponda al sindaco. «La sentenza della Corte Costituzionale sul bilancio del Comune di Napoli può spingere – scrivono– il legislatore ad affrontare in modo chiaro il tema del finanziamento degli enti locali, vale a dire il diritto dei cittadini ovunque residenti a vedersi garantiti con una gestione efficiente servizi essenziali come asili nido, mense scolastiche, assistenza ai disabili e agli anziani non autosufficienti, trasporto pubblico locale, tutela del verde pubblico raccolta dei rifiuti e così via. Il tema non riguarda il solo Comune di Napoli ma tutti quei municipi, molti dei quali nell’area metropolitana di Napoli, che non ricevono risorse sufficienti a erogare i servizi essenziali». E aggiungono: «Una condizione che non permette di distinguere tra buona e cattiva amministrazione».

Il Partito democratico, quindi, non è al momento in grado di dare un giudizio di merito sulla gestione finanziaria targata de Magistris. Di distinguere, in poche parole, se ha fatto bene o male. Non a caso la questione viene rinviata a un tavolo tecnico. «Il Pd di Napoli – dice Sarracino – ha già avviato dei Forum tematici tra i quali uno, quello su Bilanci, Federalismo e Lep, affidato a Marco Esposito, giornalista ed esperto di finanza locale nonché autore del saggio inchiesta Zero al Sud. Il Forum Bilanci, Federalismo e Lep ha già iniziato a lavorare e produrrà nelle prossime settimane un primo dossier con una proposta tecnica per una soluzione della crisi».

Il Pd napoletano, disponibile a trovare una soluzione alla crisi al posto della Giunta, dice che è arrivato il momento di «una operazione verità», ora, «che da un lato faccia emergere l’insufficiente flusso di risorse perequative rispetto ai fabbisogni essenziali», e fin qui, «ma dall’altro porti alla luce senza atteggiamenti indulgenti le inefficienze gestionali, a partire dalla capacità di riscuotere i tributi». Perché, se delle inefficienze gestionali ci sono state, i dem lo sapranno solo dopo i dossier e le proposte tecniche che verranno. Domani, forse, nelle settimane a venire. Vedremo, poi.
Nove anni di opposizione non sono bastati.