“Una cosa però non riesco a spiegarmi: ma che cosa speravano mai di rubare da una libreria? E allora cosa devo pensare? Che è stato il gesto di qualche disperato o che c’è altro dietro?”. C’è amarezza e rabbia nelle parole di Andrea Ambrosino, proprietario, insieme alla fidanzata Anna Minucci, di A&M bookstore, libreria e caffè letterario nel cuore del centro storico di Napoli, ad angolo tra via Duomo e vicoletto Donnaregina. Lì, ieri mattina, poco dopo le 6, qualcuno ha forzato la serranda e ha poi lanciato un grosso masso trafugato dal cantiere vicino e lo ha lanciato contro la vetrina che è crollata all’interno della stanza dedicata alle attività ludiche per i bambini, trascinandosi dietro gli scaffali e i giocattoli.

“Minacce non ne abbiamo mai ricevute – spiega Anna -. E speriamo che questo non sia un avvertimento. E un avvertimento per cosa poi? Non abbiamo mai avuto scontri con nessuno qui. L’unica cosa che abbiamo chiesto è stato di pedonalizzare il vicoletto qui di fianco”. Per i due giovani proprietari che poco più di un anno fa hanno deciso di investire in cultura nella loro città è una brutta delusione: “Noi vi ringraziamo per essere la Napoli che ti fa saltare dal sonno alle 6:30 con la notizia che ti hanno sfasciato il negozio – scrivono su Facebook – Vi ringraziamo per i danni recati a noi, due ragazzi che stanno 12 ore al giorno, 7 giorni su 7 a lavoro. Perché emigrare proprio non ci piaceva e allora si, restiamo qui nella nostra Terra. Noi vi ringraziamo perché ancora una volta Napoli non ci delude e ci ricorda che ha due facce, quella del mare, del sole, dell’arte e della cultura. L’altra è quella che un ragazzo di 15 anni ha già una pistola”.

Dalle telecamere interne al negozio, all’esterno mancano, si vede uno dei malviventi armeggiare vicino al registratore di cassa. “Hanno portato via solo quello che c’era – ci racconta Andrea – un centinaio d’euro non di più. Tutto il resto, libri, tablet e computer, non l’hanno preso. Forse non li hanno nemmeno visti o forse hanno fatto troppo rumore e sono dovuti scappare subito”.
Eppure qualche episodio sgradevole c’era già stato in passato. “Loro, come altri negozianti della zona, ci hanno raccontato di aver trovato chiodi e viti nelle serrature. Atti vandalici, non di più. – spiega Ferdinando d’Apice, vicepresidente della IV municipalità –. Però quello che è successo qui è molto strano: per l’orario, la modalità plateale, la magra refurtiva”.

Già dalle prime ore del mattino la libreria di Anna e Andrea è un via vai di persone: giornalisti, rappresentati delle istituzioni, commercianti vicini e passanti. Qualcuno passa, vede la vetrina in pezzi, il cartello “Chiuso per furto” e scuote la testa: “Che vergogna! Solo qua succedono queste cose”. Dopo la polizia e i carabinieri arriva l’assessore Alessandra Clemente a dare il suo sostegno. “Anna e Andrea – racconta Clemente – hanno realizzato un sogno che in tanti abbiamo accarezzato, quello di aprire un caffè letterario. Insieme abbiamo lavorato a tante iniziative, l’ultima è stata donare 150 libri ai ragazzi del carcere di Nisida, e meritano tutto il nostro sostegno. Per questo vogliamo lanciare un’iniziativa: nessuna colletta ma ciascuno di noi venga qui e compri un libro». La prima a farlo è stata proprio lei, che ne ha portati a casa due, in attesa che tornino i clienti. “Vogliamo riaprire il prima possibile – dice Andrea – c’è tanta amarezza ma torneremo più forti di prima”.