Non capita spesso di vedere Vincenzo De Luca in collegamento tv, a meno che non si tratti del consueto monologo settimanale su Lira tv o del suo alterego Crozza, ormai celebre quanto, o forse più, dell’originale. E così, la presenza del governatore campano, giovedì sera a Mezz’ora in più di Lucia Annunziata desta una certa attenzione. Soprattutto se il presidente conquista la scena, raccoglie il consenso dei colleghi e lancia la sfida al governo: «Liberiamo il Paese dal pantano della burocrazia e aboliamo l’abuso d’ufficio».
In studio ci sono la padrona di casa e il ministro Boccia. Con De Luca, il presidente della Sicilia, Nello Musumeci, e quello della Liguria, Giovanni Toti. La differenza tra i tre si coglie subito: Toti è nel suo studio, dietro di lui ci sono gli scaffali di una libreria; Musumeci beneficia di un green screen su cui viene montato il logo del programma; De Luca è nella sua iconografia classica, quella imitata dallo stesso Crozza: sottomano in pelle nera, bicchiere d’acqua alla sua destra, sfondo blu alle spalle e la bandiera della Regione accanto a lui. Il governatore è istituzionale, nei modi e nella postura. Non sorride quasi mai, a differenza di Toti, e non si lascia andare, come Musumeci, a pur ragionevoli ammissioni di debolezza. «Le regioni del Sud – spiega il governatore siciliano di Fratelli d’Italia – avvertono in maniera particolarmente grave questa condizione, in una realtà che era già fortemente degradata e debilitata. Nasconderlo sarebbe come nascondere il cielo con le dita». De Luca invece resta fermo, serio, con un tono quasi grave, ma rassicurante: «La nostra situazione – spiega il presidente – è governabile ma dobbiamo mettere in conto che possiamo avere un’evoluzione pesante anche per la Campania». Cionostante, precisa: «Al momento ci sentiamo tranquilli per la nostra sanità». L’argomento è funzionale al governatore per sfoderare uno dei suoi assi nella manica, quello dell’uscita dal commissariamento per la Regione dopo 10 anni. Un argomento che, in tempi di alleanze e ricandidature per le prossime elezioni, non fa mai male ricordare. «Abbiamo fatto un miracolo triplo – sottolinea De Luca – avendo raddoppiato i livelli essenziali di assistenza, governato il sistema con 13.500 dipendenti in meno rispetto a 10 anni fa, ed essendo la Regione d’Italia che riceve meno di tutte dal riparto del Fondo sanitario nazionale». E subito arriva l’endorsment dal collega di partito Boccia: «Risanare e garantire l’efficienza del servizio è complicatissimo e lui ci è riuscito». E aggiunge: «La Lombardia ha 2000 contagiati, la Campania 50 ma questo non ha impedito a De Luca di mettere a disposizione posti di terapia intensiva per i pazienti lombardi, se ci sarà bisogno. Una dichiarazione che come governo abbiamo molto apprezzato e per la quale abbiamo emanato un’ordinanza ad hoc». E l’assist è di quelli da non lasciarsi scappare. «Mi sentirei l’ultimo degli uomini – dice con malcelato orgoglio – se di fronte a una tragedia come questa non dessi un gesto di solidarietà e di aiuto». E qui il governatore rischia lo scivolone nei confronti dei due suoi colleghi che il moto di generosità, invece, non l’hanno dimostrato pur avendo la metà dei contagiati e, nel caso della Liguria, una distanza geografica molto ridotta. Ma il vero scivolone arriva dopo, quando si parla di modello Genova, quello messo in piedi dal commissario speciale e sindaco Marco Bucci per la ricostruzione del ponte Morandi. «Vorrei ricordare che c’è stato un altro metodo simile, quello Napoli delle Universiadi quando abbiamo costruito in 10 mesi 70 impianti sportivi senza un euro del governo centrale», dice il governatore, neanche fosse Crozza, che non resiste a mettere la bandierina dimenticando la diversità delle situazioni: una ricostruzione post tragedia e una manifestazione sportiva. Il collegamento sta per terminare, De Luca ha un’ultima battuta e, parlando di sburocratizzazione, fa una richiesta al ministro Boccia: cancellare l’abuso d’ufficio perché «così come configurato è una cosa demenziale». Il ministro è conciliante, Musumeci rilancia: De Luca è promosso.