Da Repubblica di ieri. Primo titolo: “De Luca, show elettorale per 800 infermieri assunti”. Secondo titolo: “Bagnoli, ripartono i lavori. Il ministro: scusate il ritardo”. Da qui una domanda. Perché quello del governatore sarebbe uno show e quello del ministro e del sindaco no? Quante false partenze abbiamo visto a Bagnoli? Forse è la prima volta che le ruspe della bonifica arrivano sulla spiaggia dell’ex-Italsider? Forse – come la stessa Repubblica ricorda nei commenti – sono state bandite tutte le gare per l’area interessata alla riqualificazione post-industriale? Forse qualcuno ha capito che cosa ne sarà del sito e come ci si arriverà, se con la tangenziale, con la metropolitana o con la funivia da Capo Posillipo? La verità è che a Bagnoli eravamo a zero e siamo ancora a zero, per cui parlare di svolta è assolutamente fuori luogo. E cosa più importante: la lunga storia di Bagnoli dovrebbe ispirare sobrietà istituzionale e non facili citazioni di Troisi, opportunamente preparate da un non troppo originale ghost-writer. Eppure, ciò che per De Luca appare plausibile, cioè una forzatura in vista delle prossime elezioni regionali, lo è meno per Provenzano in vista delle suppletive per il Senato. E questo nonostante le cronache riportino che nel bel mezzo dello show – pardon, della cerimonia ufficiale riservata alle autorità – a Bagnoli si siano fatti vedere anche il segretario e il presidente del Pd cittadino.