Collegandosi al sito del Pd Napoli la risposta del server è: not found, pagina non trovata. L’elettore, il curioso, il simpatizzante che volesse informazioni sulla squadra dei democratici partenopei si troverebbe smarrito di fronte ad una pagina bianca. Come se nulla esistesse. Eppure, dopo l’elezione, nel dicembre scorso, del neosegretario cittadino Marco Sarracino, qualcosa tra i democrat inizia a muoversi. Dopo anni di silenzio, lanciafiamme annunciati e lotte intestine il Partito democratico è tornato al centro del dibattito politico. E anche delle polemiche. La prima mossa del neosegretario è stata la candidatura di Sandro Ruotolo, del nuovo partito DemoDeMa, in ticket con il sindaco.

Una scelta criticata, anche dalle colonne di questo giornale, perché rimette in discussione l’identità di un partito che sembra intenzionato a fare della società civile il suo ariete elettorale, abdicando alla vocazione politica. Eppure, di politica, dietro i simboli nascosti, se ne nasconde ancora tanta. Non è un caso, infatti, che il giovane Sarracino non sia ancora riuscito a comporre la sua segreteria. Lui, che immaginava una squadra light, smart e dinamica, deve fare i conti con tutta quella politica, declinata in ciascuna delle singole componenti di partito, che rivendica un posticino. Iniziando da Gianluca Daniele e Leonardo Impegno, per Zingaretti, passando per Teresa Armato, leggi Franceschini, e Massimiliano Manfredi, fratello del neoministro e pupillo di Goffredo Bettini. E poi ci sono Raffaele Topo, per Guerini, Mario Casillo, per i renziani in crisi d’identità di Lotti, Antonio Marciano, per Maurizio Martina e la senatrice Valeria Valente, per Orfini. E poi c’è lui, il segretario, orlandiano di ferro da un po’ di tempo a questa parte. Ma l’ex Guardasigilli non è l’unico punto di riferimento di Sarracino.

Nel cerchio più stretto della sua orbita, infatti, gravitano anche il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano e il presidente del Pd Paolo Mancuso. Appena fuori c’è Nicola Oddati, il promotore del ricorso che ha portò all’annullamento dell’elezione del segretario provinciale Massimo Costa, ed Enzo Cuomo, il sindaco di Portici che già nel 2016 sostenne la candidatura di Sarracino, dicendo di lui «è il candidato sindaco più competitivo».

Nella galassia dei consiglieri politici trovano spazio la responsabile scuola del Pd Camilla Sgambato, Berardino e Leonardo Impegno, padre e figlio, l’ex sindacalista Andrea America e il deputato Paolo Siani, nominato coordinatore del forum politiche per l’infanzia. Tra i giornalisti, invece, accanto alle firme di Repubblica Roberto Fuccillo e Alessio Gemma, e Mariano Paolozzi, di Cronache di Napoli, ci sono l’ex giornalista Rai Michele Mezza e Marco Esposito de Il Mattino, già assessore della giunta de Magistris nel 2011.

Provenendo dal mondo dei giovani democratici, Sarracino, poi, può contare su uno zoccolo duro di suo coetanei. Da Ilaria Esposito, segretaria dei Gd che ha sostituito proprio il segretario napoletano, alla sardina Stefano Fusco, passando per Riccardo Barone, responsabile delle pubbliche relazioni per la Claai Campania, e Roberto Calise, nipote di Mauro, e public affairs manager per Flixbus. Infi ne c’è la società civile, quella del fi losofo Ernesto Paolozzi e del costituzionalista Francesco Marone, professore universitario così come Enrica Morlicchio, docente di sociologia. Entrambi nominati alla guida dei nuovi forum programmatici.