«Non parto dalla convinzione di vincere ma so che se fossi eletto al Senato potrei portare a Roma la mia esperienza da consigliere comunale che conosce da vicino il territorio e che sa bene quale sono le problematiche con cui i cittadini fanno i conti ogni giorno».

A parlare è Salvatore Guangi, candidato del centrodestra alle elezioni suppletive del prossimo 23 febbraio. Vice presidente del consiglio comunale di Napoli, nato a Piscinola, sposato e padre di due figlie, sfiderà il giornalista Sandro Ruotolo, sostenuto dal nuovo asse Pd-Dema, Luigi Napolitano, vincitore delle Parlamentarie del Movimento Cinque Stelle, e Giuseppe Aragno, candidato di Potere al Popolo.

A differenza dei suoi contendenti, per cui dice di avere «grande stima», è l’unico a poter vantare una lunga esperienza di amministratore locale. «Ho iniziato prima come coordinatore circoscrizionale, poi sono stato eletto consigliere nella VIII Municipalità (Piscinola Scampia Chiaiano), fino ad arrivare al Comune – spiega Guangi -. Sempre nelle file di Forza Italia, coerentemente all’opposizione». E da lì, dai banchi dell’opposizione, critica aspramente l’esperienza della giunta De Magistris. «Quello che è successo oggi (ieri, ndr), è inaccettabile. Abbiamo dovuto rinviare il Consiglio comunale monotematico sui rifiuti perché il sindaco non c’era – dice -. Ma quella dei rifiuti non è la sola emergenza: ci sono i trasporti, la manutenzione degli alloggi popolari, il verde pubblico abbandonato a se stesso. La questione, purtroppo non è solo sui temi, ma sul metodo». E aggiunge: «I continui rimpasti sono la prova della totale mancanza di un progetto coerente».

Ma ora la sfida si allarga. Il consigliere Guangi, sociologo con un master in criminologia, tenterà, ancora una volta, il salto nazionale, che lo porti a Palazzo Madama. Ci aveva già provato due anni fa, ma con non grande fortuna. Alle precedenti elezioni, quelle del marzo 2018, la sua candidatura fu letteralmente travolta dalla valanga di voti raccolta dal professore Franco Ortolani che conquisto il seggio sotto il simbolo del Movimento Cinque Stelle.

Ma oggi il contesto è profondamente mutato. «Ricordo le file al Comune per andare a recuperare la scheda elettorale. La speranza del reddito di cittadinza – ricorda Guangi – mobilitò moltissime persone. Peccato poi che si sia rivelato un flop. Certo, tuttora, in molti lo continuano a percepirlo ma tutti sono concordi sul fatto che non sia una misura sufficiente». Nel frattempo però gli equilibri sono cambiati non solo nel contesto ampio dei partiti, ma anche all’interno della sua coalizione. Alle prossime elezioni, accanto al suo nome ci sarà non solo il simbolo di Forza Italia, ma anche quello di Lega e Fratelli d’Italia. Lecito pensare che saranno i due partiti in ascesa a trainare il candidato forzista, espressione di un partito diventato marginale a livello nazionale. «Non credo che si possano applicare a livello locale le stesse logiche nazionali – dice Guangi- . Forza Italia qui mantiene i consensi molto più che in altre regioni, grazie a gruppo di dirigenti, coordinatori e consiglieri di alto profilo. A questo si aggiunge che nel frattempo la Lega e Fratelli d’Italia hanno allargato i loro consensi».

Nonostante l’ottimismo però non nasconde la necessità di ristrutturare il partito dall’interno. «Forza Italia deve ripartire dalla base, dai territori – ammette Guangi – C’è tanta voglia di ricostruire e il partito a livello regionale l’ha capito. Ma è necessario che il messaggio arrivi a Roma, ad Arcore e ai vertici». E, in questo senso, le prove di rivoluzione liberale fatte da Mara Carfagna, con la sua “Voce libera” vanno nella giusta direzione. «Mara Carfagna ha fatto e continua a fare un ottimo lavoro per il partito – sottolinea il candidato. La creazione di Voce Libera serve proprio a spronare quella parte di Forza Italia che si è seduta sugli allori di Berlusconi». È tempo di sfide, dunque, all’interno del partito e nei seggi. Del resto, Guangi non si tira indietro. «Mi piacciono le sfide – dice. Non a caso tifo Napoli».