Chissà se i padri, i figli, i nipoti ormai, della Silicon Valley sanno di parlare greco con le loro icone, i loro schermi, i loro iphone, le loro memorie, i loro disk, i loro mega. Sì, forse sanno che cos’è un ‘trojan horse’, ma non sono certa che tutti sappiano che il programma ‘Delphi’ fa riferimento al luminoso Apollo e al suo sito corredato di oracoli e magìe. Ecco un piccolo assaggio del ‘nostro greco quotidiano’, quel greco che ancora oggi rende internazionale (letteralmente) la cosmopolita lingua della medicina, per esempio: un medico che abbia studiato a Napoli dirà ‘stomatite’ proprio come il medico di Boston o Johannesbourg. Ma rende internazionale anche la lingua della musica e il flautista del San Carlo potrà dialogare con il sassofonista del Metropolitan sul pentagramma e l’architetto di Berlino discuterà tranquillamente con il collega di Tokyo sull’architettura e la sue ‘historíē’.

Potremmo continuare a lungo, ma mi fermo a queste poche ‘note a margine’ di sapéri ben più ampi per ricordare a tutti noi quanto sia stata giusta e opportuna la scelta del governo greco di istituire una ‘Giornata mondiale’ per celebrare una lingua ormai apparentemente minoritaria (rispetto all’inglese, per esempio). Apparentemente, appunto. La Federazione delle Comunità e Confraternite Elleniche in Italia (Fccei) avanzò per la prima volta nel 2014 la proposta dell’istituzione di questa importante ‘Giornata’ che il governo greco, attraversato in quegli anni da scabrose vicissitudini, ha formalizzato solo alcuni anni dopo individuando la data nel 9 febbraio. Non è una data casuale, ma una data fortemente simbolica che supera ogni divisione di parte o di partito giacché il 9 febbraio si ricorda la morte di Dionisios Solomos, autore dell’Inno nazionale ellenico. Sono fatti ben noti, ma motivo di un orgoglio particolare per un italiano: mi sarà consentito, dunque, dire che molti di noi considerano Solomos un poeta italo-elleno giacché la sua prima formazione è tutta italiana, come conferma la bella epigrafe, in granito bianco, rosa e rosso, dedicata al Poeta dalla prestigiosa Università di Pavia.

Solomos non è uno dei ‘tanti’ (per fortuna!) poeti greci, ma un poeta per noi particolarmente significativo. Egli, infatti, nato nel 1798, alla tenera età di 10 anni, dopo la morte del padre, fu inviato a studiare in Italia insieme al precettore, l’abate Santo Rossi, prima al collegio Santa Caterina a Venezia, poi a Cremona dove ebbe la fortuna di incontrare insegnanti di grande valore come Bellini e Giordani. Non possiamo neppure dimenticare il fatto che l’Inno alla libertà, divenuto poi Inno nazionale ellenico, a noi qui interessa perché nella forma e nella struttura compositiva richiama gli ‘Inni sacri’ di Alessandro Manzoni che Solomos aveva probabilmente conosciuto. Non è lontano neppure Dante giacché molto forti sono gli echi di tutta la retorica risorgimentale italiana che ritorna nel dialogo di struttura dantesca che, proprio alla maniera di Dante, potremmo chiamare il ‘De vulgari eloquentia’ greco, cioè il famoso ‘Dialogo del poeta e del letterato pedante’ (1824). Insomma, tutto questo per dire che la Grecia è parte di noi e che la sua lingua, dunque, intride fortemente la nostra.

Ecco, ripeto, la ‘ratio’ profonda di una giornata dedicata alla lingua greca che vede mobilitarsi in tutto il mondo scuole, università, associazioni culturali, ma in particolare in Italia vede un’esplosione di fantasia in cui i protagonisti sono i giovani soprattutto che recitano poesie, brani classici, mettono in musica Pindaro e Callinaco, riscoprono Antigone come eroina dei valori familiari, portano in scena, come sta accadendo in questi giorni al Maschio Angioino, cori, danze per accompagnare tragedie di Euripide o commedie di Aristofane. Non è poi tanto strano che fra i protagonisti in primo piano ci siano Napoli e la Campania perché proprio qui da alcuni secoli la ricca, folta e colta Comunità greca non è solo presente, ma è parte integrante della vita sociale, economica e culturale. Dovrei chiedere al Direttore un’edizione speciale del giornale per elencare tutte le iniziative che si tengono in questi giorni in Italia e, per quel che ci riguarda più da vicino, in Campania, ma mi pare un po’ difficile (aiuto, Google!) : sarebbe un ‘caos’ di notizie. O un chaos?