I pirati alle origini della Questione Meridionale? Perché no. La pirateria turchesca ha avuto un ruolo dominante con l’espansione mediterranea degli ottomani. E tuttavia, se le coste meridionali venivano spopolandosi, non bisogna dimenticare che alcune forti città costiere resistettero. Così che l’esodo dei meridionali verso l’interno può essere stato provocato anche da altre ragioni. Prima fra queste la diffusione della malaria nelle zone costiere basse. Il terreno coltivabile si andava così restringendo e il contadino era costretto allo sfruttamento delle rocciose zone interne. Si definiva appieno quello che Manlio Rossi Doria avrebbe definito “l’osso e la polpa” del Meridione. La crescita demografica di fine Settecento-inizi Ottocento avrebbe poi portato allo sfruttamento intensivo delle zone boschive demaniali, disboscate e coltivate, per ragioni di sussistenza. I due problemi erano rimasti inaffrontati dal regime borbonico se le statistiche postunitarie rilevano l’alta diffusione del paludismo e della malaria. Ma allo scoccare del nuovo secolo, la questione divenne urgente. Nel 1900 in “Nord e Sud” Nitti dimostrava che la tassazione sul Sud andava al di là rispetto alle somme finanziarie che lo Stato aveva erogato fin allora per il Mezzogiorno. Dopo solo due anni Giolitti avrebbe promosso gli Interventi di “Legislazione speciale”, che per la prima volta nella storia del Sud riservavano quote di bilancio espressamente per le sue carenze e ritardi, già notevolissimi all’Unità d’Italia. Basti leggere le statistiche del 1861 sulla lunghezza delle strade ferrate e sull’analfabetismo: 2000 km di ferrovie al Nord, 150 al Sud; 96% di analfabetismo al Sud, 55% al Nord. Un divario che si era formato da decenni fra le due parti del Paese e che si doveva alla capacità di governo dei Savoia e degli austro-ungarici del Regno Lombardo-Veneto, in raffronto all’insipienza borbonica del Regno delle Due Sicilie. Accogliere il vento del capitalismo, come avveniva nel nord Italia, avrebbe significato dissestare dal profondo il sistema di potere agrario-feudale imperante al Sud. Anche se un illustre meridionalista come Ettore Ciccotti avrebbe scritto: «Il Sud non soffre a causa del capitalismo, ma per la mancanza di quello». Come furono gestiti i fondi della Legislazione Speciale per il Mezzogiorno? Non v’è spazio per illustrare il fallimento di questa grande operazione per il Sud. Analoga prova fu comunque data con il Piano Marshall. Creata e gestita con quei fondi dai tecnici americani dal 1947 al 1952, la Cassa per il Mezzogiorno funzionò con profitto. Con l’andata via degli USA, i subentranti governanti del Sud resero subito la Cassa quello che abbiamo conosciuto per decenni: un pozzo senza fondo del malaffare e dello sperpero.