La debolezza del ciclo economico campano assume varie forme, inclusa quella delle crisi aziendali. Emblematici i casi Auchan e Whirlpool. Per ogni azienda sono centinaia i lavoratori a rischio. Che fare? La politica ha le idee chiare. Si aprono tavoli di concertazione in Comune, in Regione, al Ministero dello Sviluppo Economico, si convocano le parti sociali e, in ultima istanza, si cerca di aiutare l’impresa attraverso forme più o meno mascherate di sostegno pubblico. Questo approccio sembra gradito anche ai lavoratori coinvolti che chiamano la politica a garantire il loro diritto al lavoro. Si tratta di una strategia inefficace, perché non si può sostenere a lungo un’attività economica privata incapace di stare sul mercato con le proprie forze, inefficiente, perché la protezione di attività decotte limita la concorrenza, e iniqua, perché non è chiaro il motivo per cui i lavoratori interessati dai “tavoli” siano maggiormente meritevoli di tutela rispetto ad altri, ugualmente a rischio ma con minore visibilità mediatica. La politica industriale deve limitarsi a creare le condizioni perché le imprese trovino conveniente produrre in un certo territorio. Il lavoratore va protetto con altri strumenti, di sostegno temporaneo al reddito e di riqualificazione.