Nella notte ha lasciato il carcere ed è tornato a casa, nella casa dove da ieri è agli arresti. Alberto Capuano, il giudice napoletano coinvolto in un’inchiesta per corruzione, è passato dal carcere ai domiciliari in attesa del processo che comincerà domani. La decisione di scarcerare Capuano si fonda sul ricorso presentato dalla difesa (avvocati Alfonso Furgiuele e Alfredo Sorge) e arriva al termine di un iter che ha portato il caso all’attenzione del Riesame, della Cassazione e poi di nuovo del Riesame.

Capuano, 60 anni, giudice della sezione distaccata di Ischia dopo la carriera di gip presso il Tribunale di Napoli, era detenuto da luglio scorso. È accusato dai pm della Procura di Roma di aver accettato soldi e regali in cambio di favori. Secondo gli inquirenti, avrebbe vantato vere o presunte influenze su alcuni magistrati del Tribunale e della Corte d’appello per “aggiustare” situazioni processuali e, in un caso, anche di persone ritenute legate alla camorra di Giugliano. In cambio avrebbe ottenuto utilità di varia entità economica: dalle indagini sono emersi riferimenti a biglietti aerei, pass per l’ingresso gratuito in stabilimenti balneari ma anche pastiere e bottiglie di vino. Corruzione in atti giudiziari è l’ipotesi di reato che i pm romani gli contestano e per la quale hanno chiesto e ottenuto il giudizio immediato. Domani la prima udienza.