“Il nostro compito è quello di aiutare chi in questo momento si trova in uno stato di necessità, non solo con la preghiera ma anche con un piccolo gesto”. Queste le parole di Carmine Uccello, presidente dell’associazione Carcere Vi.Vo. un gruppo di volontari che da più di trent’anni è il punto di riferimento di tanti detenuti e delle loro famiglie. Una realtà fondata da Suor Anna Scimia nel 1987. La storia è fatta di tanti episodi di fratellanza, di persone speciali e di volontari straordinari. È stato un cammino di crescita reciproca. Gli istituti penitenziari di Poggioreale, Secondigliano, Pozzuoli e tanti altri conoscono bene l’operato fattivo dell’associazione. L’ascolto, il supporto morale ma anche economico accompagna chi per le ragioni più disparate si trova ad affrontare un periodo di difficoltà.

In una situazione di criticità mondiale il gruppo vincenziano Carcere Vi.Vo., a fronte dell’emergenza Covid-19 che sta versando il nostro Paese in uno stato di allarmismo e precarietà, ha donato agli istituti penitenziari di Poggioreale, Secondigliano e Pozzuoli, una somma di denaro pari a 2000 euro a favore dei reclusi non esclusi. La donazione servirà a fronteggiare le spese di beni di prima necessità all’interno delle case circondariali. È importante stare vicino, in maniera concreta, ai detenuti e soprattutto alle famiglie che reclamano una difficoltà economica difficile da superare. Ed è proprio per questo che il sostegno economico è in parte giunto direttamente anche alle famiglie che possono contare quotidianamente sull’impegno fattivo e morale dell’associazione. Importanti momenti di aggregazione sono gli incontri con i familiari, a cui viene garantito un piccolo sostegno economico, grazie alla bontà di diversi benefattori e un grande supporto morale, attraverso il confronto e la preghiera; non mancano momenti ludici per i più piccoli, quali tombolata, giochi e gite fuori porta. Per chi vuole scegliere un altro percorso di vita, dopo aver scontato la pena, un aiuto nel cercare un lavoro, una casa, insomma il ritorno ad una vita normale quella che per molti sentendosi abbandonati diventa un’utopia. Una luce nel tunnel per le famiglie e per chi, per un motivo o per un’altro, è costretto a vedere il sole a scacchi. Tanti i progetti futuri in sinergia con le istituzioni, primi fra tutti i magistrati di sorveglianza che partecipano sempre agli spettacoli teatrali organizzati dagli stessi volontari. Momenti speciali che hanno il nobile fine della raccolta fondi oltre quello non meno importante di strappare un sorriso.