Prima vittima dovuta alle complicanze causate dal coronavirus a Ischia. Si tratta di Claudio Picconi, di Barano. L’uomo aveva 70 anni ed era ricoverato da diversi giorni nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Rizzoli. Picconi soffriva già di alcune patologie respiratorie prima di essere contagiato dal virus.

Picconi era stato ricoverato il 18 marzo e messo in isolamento dopo essere risultato positivo al test, ma le sue condizioni si erano rivelate fin da subito molto gravi. Era stato così intubato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale ischitano.

L’uomo era collaboratore di uno studio notarile. Era molto conosciuto sull’isola. Aveva anche ricoperto la carica di vicesindaco di Barano e negli anni ’90 aveva vissuto un intenso impegno in ambito sportivo perché nella dirigenza della società di calcio Ischia Isolaverde. Otto familiari della vittima del virus erano risultati positivi prima della morte di Picconi. Si trovano tutti in isolamento domiciliare.

Il sindaco di Barano Dionigi Gaudioso ha affidato a un post su Facebook il suo messaggio di cordoglio: “Apprendo con immenso dolore che l’amico Claudio Picconi non ce l’ha fatta a vincere la sua battaglia. Ci lascia, prematuramente, un professionista ben voluto da tutti, che si è distinto anche per il suo impegno politico, sociale e sportivo. Alla sua Famiglia, ai suoi cari vanno le mie più sentite condoglianze. Ciao Claudio”.

Soltanto un paio di giorni fa i sindaci d’Ischia avevano inviato una lettera al direttore dell’Asl Napoli 2 Antonio D’Amore sollecitando attrezzature e procedure più celeri per affrontare l’emergenza, come lo screening con i kit per le analisi veloci. Secondo i primi cittadini soltanto con una diagnosi più rapida i contagiati potrebbero ricorrere alle cure adeguate e, quando possibile, al trasferimento su terraferma. I sindaci sottolineavano che c’erano decine (circa 40) cittadini in attesa degli esiti dei tamponi. I casi erano stimati in circa 30.